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24 febbraio 2012

Università italiane e imprese israeliane: via alla collaborazione

Un comunicato stampa del MIUR afferma che il Ministero degli Affari Esteri riprende tra le mani l’ dall’Accordo di Cooperazione nel Campo della Ricerca e dello Sviluppo Industriale, Scientifico e Tecnologico tra Italia e Israele, risalente al giugno 2000.

La Direzione Generale per gli Affari Politici e di Sicurezza del Ministero degli Affari Esteri per la Parte italiana, e l’Office of the Chief Scientist (OCS) del Ministero dell’Industria e Commercio per la Parte israeliana, intendono dare il via alle procedure previste per la selezione di progetti ammissibili di sostegno finanziario disciplinato dall’Art. 4 dell’Accordo.

Vasti sono gli ambiti in cui possono rientrare i progetti proposti: in base infatti al punto 1 del bando di concorso, pubblicato sul sito del Ministero degli Affari Esteri, nella sezione Opportunità studio e lavoro per italiani, essi possono spaziare dal campo della medicina e della salute pubblica a quello delle tecnologie dell’informazione l’importante è che rispecchino i settori di reciproco interesse varati dall’Accordo.

I requisiti d’accesso al bando sono, oltre che l’ambivalente volontà di collaborazione, che il partner i israeliano sia necessariamente “un soggetto industriale”, cioè un’impresa “assistito tecnologicamente e scientificamente da un soggetto non industriale” quali ad esempio le Università . Invece il collaboratore italiano “potrà essere sia un’impresa sia un soggetto non industriale”.
Il termine di scadenza per la presentazione dei progetti è il 3 maggio 2012, per le modalità di accesso, invece, si consiglia di consultare il bando pubblicato sul suddetto sito web.

I vincitori riceveranno l’approvazione delle Autorità italiane ed israeliane e di i progetti saranno finanziato dalle parti contraenti, che si avvarranno anche di finanziamenti stanziati per ciascun partner dalle proprie “Autorità nel rispetto delle leggi, norme, regolamenti e procedure nazionali in vigore”

Un’irrinunciabile opportunità, dunque, per le Università italiane per approfondire la collaborazione con importanti imprese industriali israeliane, un’opportunità che l’Università e la ricerca italiana non dovrebbero lasciarsi scappare.

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