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6 marzo 2012

Alghero. Rincari mensa: alunni in sciopero e famiglie in rivolta

Ormai è assodato che l’Italia sta attraversando una delicata fase economica per cui tutti noi siamo chiamati ad effettuare sforzi, non comuni ma necessari, per ostacolare la recessione in atto.

Forti di questa consapevolezza le famiglie, in primo luogo, sono costrette a riorganizzare gli aspetti più pratici della propria quotidianità, nella speranza di una rapida composizione della crisi e, ovviamente, nell’ottica di preservazione del bene comune.

Rassegnate ai sacrifici che quest’epoca ha loro riservato e che si stagliano su tutti i fronti a volte, ma solo a volte, evidentemente le famiglie non sono più disposte ad accettare passivamente qualsiasi cosa.

Succede ad Alghero (SS) quando un comunicato, a seguito della delibera commissariale n. 25 del 02/02/12, diffonde la notizia che il servizio mensa di numerose scuole (tra cui asili, elementari e medie) iniziato appena il 3 ottobre 2011, con decorrenza 20 marzo p.v. avrebbe subito dei rincari.

Purtroppo però non si tratta di un rincaro disposto in misura accettabile, commisurato alle effettive disponibilità delle famiglie, ma di una misura estrema che pone l’intero onere del servizio mensa a carico delle famiglie algheresi.

Le tariffe mensa risulterebbero differenziate a seconda dello scaglione di reddito della famiglia. Se fortunatamente un carnet valido per dieci pasti (circa la metà dei pasti compiuti in un mese), per una fascia ISEE fino a € 7.500,00, resta fissato in una quota di euro 15,00, di contro tutte le altre fasce aumentano non in misura proporzionale ma in misura fissa di ben dieci euro, come di seguito:

  • ISEE da € 7.500,00 fino a € 12.500,00 passa da € 20,00 a € 30,00
  • ISEE da € 12.500,00 fino a € 17.000,00 passa da € 30,00 a € 40,00
  • ISEE oltre € 17.000,00 diventa € 50,00

I conti sono presto fatti. La famiglia avente un reddito medio, che supera appena la bassa soglia dei 17 mila euro, dovrà sborsare al mese ben 100 euro per i pasti del figlio che frequenta la scuola materna.

Ovviamente è stata formata una Delegazione dei Genitori che ha attuato forme di protesta richiedendo, innanzitutto, chiarezza sui motivi che hanno determinato l’aumento dei servizi e, successivamente, la sospensione del provvedimento in quanto va ad infierire su un già delicato tessuto sociale e, quindi, da lasciare alla competenza del prossimo esecutivo che si insedierà in città nel maggio di quest’anno.

Successivamente la protesta ha avuto l’esito sperato benché provvisorio, perché la validità della deliberazione è stata sospesa ma, di contro, il servizio mensa cesserà anticipatamente il 31 maggio 2012.

Se il nuovo esecutivo non deciderà in merito, la deliberà riprenderà efficacia a settembre del prossimo anno scolastico.

Daniela Angius

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