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29 marzo 2012

Alla ricerca del libro perduto

All’interno delle biblioteche si assiste ancora ad atti di violenza verso i testi in esse contenuti.

Fare ricerca in Italia, spesso, è un’ impresa ardua.
Non mi riferisco solo alla Ricerca, quella con la lettera maiuscola, ma anche al semplice reclutamento di materiali per approfondire un qualsiasi studio.

Un giovane studente universitario, che arriva al punto della sua carriera in cui deve preparare il proprio elaborato per poter conseguire il titolo di laurea triennale, si imbatte col difficile mondo delle biblioteche.

Troppe volte considerate solo come luoghi per studiare per gli esami, ci si dimentica che si tratta di vere e proprie miniere di sapere, di luoghi sacri in cui è custodita tutta la storia, letteraria o scientifica, del genere umano.
E spesso, troppo spesso, non ci si limita a dimenticare solo quale sia la loro funzione originaria, ma si applica una vera e propria violenza contro questi templi.

Basta fare un giro per gli scaffali per rendersi conto del pietoso stato in cui giacciano dei testi preziosissimi, sia nel senso allegorico del termine che in quello più materiale.

Il problema è che i giovani, a volte, non hanno coscienza letteraria, non hanno consapevolezza e rispetto per le proprie origini. Dilaniano testi di dominio pubblico e di pubblica consultazione nei modi più impertinenti: sottolineando quello che serve loro con supporti scrittori di qualsiasi genere, facendo “orecchiette” per tenere il segno, oppure, cosa inaudita, strappando dal libro le pagine che servono.

Le biblioteche, soprattutto quelle universitarie, nonostante tutti i buoni propositi dell’amministrazione, non riescono a tenere ordine in tale caos: e così si rischia di “passeggiare” per ore tra gli scaffali alla ricerca di un testo che non è nella propria collocazione, lasciato chi sa dove da uno studente che, dopo averlo consultato, non ha pensato che dovesse essere rimesso al suo posto.

Ma gli ostacoli per la ricerca non terminano qui: talvolta si necessita di un testo presente in biblioteche situate in città diverse da quelle di appartenenza. Ebbene, alcune di queste biblioteche, non poche purtroppo, qualora accordassero il “permesso” di consultare tali testi, permesso che non dovrebbe essere richiesto per i testi di pubblica consultazione, chiedono, in cambio dell’invio di fotografie di discutibile qualità, cifre esorbitanti, improponibili per uno studente universitario.

Non dimentichiamo di guardare, però, anche l’altra faccia della medaglia: le biblioteche più importanti sono in continuo aggiornamento e forniscono ai propri utenti metodi di ricerca veloci ed efficienti: diffusa è, infatti, la possibilità di consultazione tramite motori di ricerca fondamentali, per usufruire dei quali è necessario un abbonamento.
Insomma, i mezzi per rendere semplice la ricerca ci sono, quel che manca è qualcosa che difficilmente può essere acquistato, il buon senso.

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