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25 marzo 2012

“Aupair”: studio e lavoro all’estero

Si fa sempre più bruciante la delusione e la rassegnazione dei giovani studenti italiani nei confronti delle scarse prospettive di lavoro in patria,  tanto che è ormai diventato un sogno comune ai più il trasferirsi in altri Paesi dell’Unione Europea, se non oltreoceano, una volta conseguita la laurea. Come avvicinarsi, però, alla cultura, alle tradizioni e alle usanze di un altro Paese senza avervi mai messo piede prima, in vista di un probabile trasferimento?

Una possibile risposta al quesito sta nella figura dell’ “aupair”, cioè “ragazza/o alla pari”. Si tratta, principalmente, di svolgere le mansioni di una normale baby-sitter presso una famiglia di super-impegnati sconosciuti, che si preoccupano di garantire, in cambio, vitto e alloggio gratuiti, una paghetta settimanale e soldi extra per eventuali altre esigenze (per esempio, per pagare l’iscrizione a corsi di lingua).

Aupair World , spiega: “E’ un giovane che sceglie di vivere un’esperienza all’estero all’interno di una famiglia ospitante per imparare la lingua e approfondire la sua conoscenza della cultura di quel determinato paese. In cambio la ragazza/il ragazzo che vive nella famiglia ospite nel Paese straniero effettua lavori quotidiani per la famiglia come lo farebbe una figlia/un figlio maggiore.

Non è difficile trovare delle famiglie disposte a ospitare: nel web vi sono innumerevoli siti che permettono a ragazze e futuri datori di lavoro di mettersi in contatto, di scambiarsi foto e informazioni per poi passare a brevi chiamate-briefing. Uno di questi, che sembrerebbe il più sicuro, è proprio Aupair World, che garantisce un monitoraggio continuo di tutti i profili presenti nei propri archivi, alla ricerca di eventuali pericoli per i propri utenti: infatti, è facile incappare nei soliti personaggi “truffaldini”, che quasi sempre tentano di farsi inviare del denaro promettendo di utilizzarlo per procurare un ipotetico visto d’ingresso nel proprio Paese. (Inutile dire che le loro richieste vanno ignorate e segnalate al personale del suddetto sito).

Sono  molto utili, inoltre, per decidere se tuffarsi o meno in quest’incredibile esperienza, le testimonianze di ragazze e genitori che hanno tentato e che hanno deciso di condividere i propri ricordi. Melania, per esempio, è una ragazza di 29 anni da Napoli che racconta: “Due anni fa dopo aver concluso i miei studi universitari e fatto alcuni lavoretti nella mia città natale ho deciso di trasferirmi in un’altra città, volevo cambiare la mia vita, ma non avevo molti soldi, ho provato a cercare un lavoro all’estero ma è risultato molto difficile. […] Allora parlavo poco l’inglese e pochissimo il francese, e proprio per questo mi sarebbe piaciuto trovare una famiglia che potesse insegnarmi una delle due lingue. […] Dopo qualche mail, scambio di foto, e un paio di telefonate ho deciso di partire, credo sia dipeso da una buona sensazione avuta sia da me che dalla famiglia. […] Consiglio a tutti di intraprendere un percorso del genere, si ha la possibilità di imparare e insegnare tanto, non parlo solo di una nuova lingua o della propria cultura, ma di imparare a dare affetto, attenzioni, e riceverne altrettante…

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