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11 marzo 2012

Cattolica di Milano: La lectio del Cardinal Piacenza

Forti e dense di significato le parole del prefetto della Congregazione per il clero all’Università Cattolica.

Il Cardinal Piacenza, mercoledì pomeriggio, ha infatti inondato l’aula magna dell’università milanese, invitato per tenere una lezione introduttiva ai corsi di Teologia rivolti agli studenti di tutte le facoltà dell’ateneo.
La Chiesa non esiste per sé stessa. Essa non è il punto d’arrivo, ma deve inviare oltre sé (…) verso quell’Altro, con la A maiuscola, da cui proviene e a cui conduce“.

E’ con le significative parole di Benedetto XVI  (pronunciate durante l’omelia del 19 febbraio) , che il cardinale ha scelto di iniziare il suo discorso, concentrando le sue parole  su cosa rappresenti realmente la Chiesa, quella con la C maiuscola.

In questo secolo laico infatti, “le notizie di cronaca rischiano di farci cadere nel gossip e non afferrano la verità dell’opera della Chiesa nel mondo”, spiega monsignor Sergio Lanza, assistente ecclesiastico generale dell’ateneo. L’opera e la presenza della comunità cristiana nel mondo sembrano esser state, invece, vero centro della Lectio del teologo, che, alla presenza del prorettore vicario Franco Anelli, si è dilungato sulla affaticata presenza della chiesa nella relativista epoca moderna.

“È abissale la differenza tra il relativismo ecclesiale – che rimanda a Dio – e il relativismo culturale in cui siamo immersi”, ha esordito Piacenza. Se il primo implica una relazione – e quindi un’apertura – il secondo nega la possibilità di qualsiasi rapporto profondo tra l’uomo e la realtà, che si accontenta perciò della convenienza dell’immediato. Ma chi è più libero? “Chi conosce la meta del proprio viaggio e ne gusta le tappe, o chi è costretto a vagare da un luogo all’altro“, chi spera e ha fede nel domani o chi quel  domani se lo costruisce piano piano?

Non c’è nessuno che ama la libertà, il progresso e la modernità più della Chiesa, perché essa è la compagnia di coloro che da Cristo sono stati liberati“, queste sono le parole del prefetto della Congregazione per il clero. Comunque una cosa è certa: “nessun relativismo potrà mai infrangere, perché niente sarà in grado sopprimere le domande costitutive del cuore umano“.

E come il Cardinal Piacenza afferma: “Nonostante la persecuzione, che durerà fino alla fine del tempo e della storia, la Chiesa non potrà mai fare a meno di testimoniare Cristo. Perché Egli “è ciò che abbiamo di più caro”“.
E su questo non c’è dubbio.

 

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