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4 marzo 2012

Energia e sviluppo: scienziati e studenti europei a confronto

La scorsa settimana, a Delft, Olanda, si è tenuto il primo incontro ufficiale tra le varie università europee impegnate nella ricerca e nella formazione nel settore dell’energia: l’obiettivo era quello di creare una piattaforma istituzionale che permettesse agli atenei di collaborare meglio alla risoluzione del problema dell’approvvigionamento energetico.

Molte università ed istituti europei sono da anni impegnati nella ricerca di nuove fonti di energia pulita in sostituzione dei carburanti fossili, destinati ad esaurirsi nel giro di qualche decennio. Nonostante la mole di lavoro e di pubblicazioni sulla questione energetica, tuttavia, molti scienziati hanno denunciato la mancanza di un vero coordinamento internazionale tra i vari centri di ricerca: “A volte risulta molto difficile sapere cosa stanno facendo gli altri e come possiamo collaborare tra di noi”, ha affermato Hester Bijl, presidente della Delft Energy Initiative dell’Università di Delft.

L’obiettivo dell’incontro di Delft, dunque, come sottolineato anche da John Smith, vice presidente dell’Associazione dell’Università Europee (EUA), è stato quello di mettere a confronto scienziati, professori e studenti universitari, provenienti da vari campi accademici, al fine di permettere uno scambio concreto di pratiche e studi scientifici. In particolare, tra gli eventi che hanno riscosso più successo c’è stata la presentazione dell’Energy Club, un’associazione europea di studenti universitari impegnati nello studio e nella ricerca di fonti energetiche alternative.

Secondo i dati presentati dall’EUA durante il meeting, inoltre, circa metà della ricerca nel settore energetico è finanziata da privati, particolarmente interessati alle eventuali applicazioni pratiche delle scoperte scientifiche. “Il futuro dell’energia – ha affermato Smith – si basa sempre di più sulla stretta collaborazione tra atenei ed imprese: le università devono educare ed innovare mentre le aziende sono chiamate a finanziare e stimolare la ricerca accademica”.


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