• Google+
  • Commenta
30 marzo 2012

Fare impresa – Confindustria Catania

 

Alle Ciminiere di Catania venerdì 23 Marzo, durante l’incontro Impresa e Territorio, organizzato dai giovani di Confindustria,  si è discusso a lungo sul come poter far conciliare l’innovazione all’impresa,  in un sistema precario quale continua ad essere la Sicilia di oggi.

Si è dato spazio alla cocente questione del lavoro giovanile, non perdendo di vista la crescita dipendente da quei fattori di rischio, di impegno che da soli non bastano a superare la deriva quotidiana.

Al confronto hanno preso parte investitori, vari professionisti, giovani universitari e non, osservando con occhio propizio l’importanza della conoscenza volta ad usufruire di tutte quelle ricchezze che di per sé il territorio detiene, ma spesso taciuto da logiche clientelari .

Il presidente dei Giovani Confindustria è intervenuto sul “limite del contesto”, di quanto impoverisca la possibilità del fare impresa – “quello che fa la differenza – spiega – è l’orientamento culturale”. “Non sono i finanziamenti che mancano, ma la giusta sensibilità nel sostenere chi fa impresa. C’è diffidenza nei confronti di tutto ciò che è innovativo. E questo meccanismo genera decrescita”.

Molti gli interventi dei partecipanti, molte le storie intrecciatesi: chi resta, chi fugge, chi torna con la consapevolezza di dover fare i conti con un sistema che a fatica risolleva le sorti.

A prender la parola anche l’ ideatrice del Risparmio Super, Barbara Labate: “qui, quando parlo di quello che faccio, nemmeno i miei amici – e parlo di coetanei – mi prendono sul serio. E’ persino difficile trovare dei locali in affitto perché noi siamo quelli che lavoriamo sul web, quindi siamo visti come persone che non danno garanzie, che non sono concrete. Invece all’estero, negli Stati Uniti, l’innovazione è il settore su cui si investe di più”.

Una Sicilia che ruota ancora intorno ad un dondolante fare, che troppo poco stimola i giovani a restare, obbligati a piegarsi alle distorsioni di un circostante corrotto. L’investimento sulla cultura, per poter cambiare- cambiandosi, salda ancora una volta la storia dei nostri tempi ad un possibile riscatto.

Google+
© Riproduzione Riservata