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12 marzo 2012

Il Sogno Australiano

Neolaureati, professionisti, giovani coppie: sono soprattutto le categorie di persone che ogni anno lasciano il nostro Paese per raggiungere Sidney, Melburne e le distese incontaminate del Nord tra koala e canguri, stabilirsi e perché no, magari non ritornare più.

L’Australia infatti, risulta essere la nuova meta preferita da migliaia di persone che hanno già lasciato la nostra bella Italia per raggiungerla.

Secondo alcune stime e dati recenti, ottenuti soprattutto dal consolato australiano di Berlino, dove si smistano i visti di ingresso dall’Unione europea, si contano che più di 50 mila di nostri connazionali lo abbiano già fatto e la cifra sembra anche destinata a salire.
Il motivo sembra essere sempre lo stesso: la mancanza di prospettive che ormai il nostro Paese e l’Europa sembrano non riuscire più ad offrire, soprattutto ai giovani e alle coppie.
Realtà tangibili che prendono come esempio ragazzi appena laureati che magari sognavano un futuro da avvocato, da commercialista, ecc…e che invece ora sono in Australia a raccogliere albicocche o a fare lavori di giardinaggio per 10 dollari l’ora.
E’ l’anno sabbatico che si preferisce rispetto all’anno fatto di pellegrinaggi tra agenzie interinali e promesse di assunzioni mai mantenute, sopratutto chi ha appena terminato gli studi.
La “working holiday visa”, un visto per turisti tra i 18 e i 30 anni, della durata di un anno che si può ottenere anche on-line, è il primo documento che si può richiedere e che garantisce una prima permanenza nel Paese dei canguri per il primo anno: il tutto per snellire la burocrazia.
Non si devono avere obbligatoriamente garanzie e una volta comprato un biglietto di aereo, si parte. Arrivati a Sidney dove si può subito trovare un lavoro per sei mesi, si racimola qualcosa e per altri quattro mesi si può studiare l’inglese.
Il visto, una volta scaduto, può avere una proroga di tre mesi, accettando in questo modo, un lavoro nel campo dell’agricoltura, evitando il rimpatrio.
In agricoltura infatti, c’è grossa richiesta di personale in quanto ci sarebbero numerose imprese da soddisfare.
E’ un modo sia per evadere che per sbarcare il lunario: più la persona è indispensabile all’economia australiana, più ha possibilità di restare.
Ecco che italiani laureati che attendono il sogno di una vita e il lavoro ambito, nel fra tempo successivamente si inventano anche cuochi, camerieri, giardinieri, carpentieri: proprio come funzionava fino ad un po’ di decenni fa per i nostri padri che emigravano in America.
Se sei onesto qui vai avanti” è il motto che si ripete quando si emigra in Australia (fa un po’ male per noi italiani), chi lo fa è sotto i trent’anni, spesso con una laurea e tanta voglia di sfondare. Bastano qualche centinaia di euro per un biglietto d’aereo, perfezionare l’inglese, trovando intanto un lavoretto per sistemarsi ed aspettare il grande salto.

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