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31 marzo 2012

Istruzione, il Papa ci prova

L’enorme importanza rivestita dalla Chiesa cattolica, presenta  delle basi storiche ben salde. I ben informati sapranno che  nel 1929 Mussolini firmò i Patti Lateranensi,con i quali si impegnava non solo a versare al Papa 750 milioni di lire, come risarcimento in denaro per la perdita dello Stato pontifici  avvenuta nel 1870, ma riconosceva anche la religione cattolica come sola religione di Stato. Da quel momento in poi la Chiesa ha ampliamente allargato la sfera dei suoi interessi, arrivando spesso ad esprimere pareri e giudizi anche su questioni  non proprio alla sua portata. Con l’elezione di  Ratzinger, alias Papa Benedetto XVI, la situazione sembra essere peggiorata radicalmente.  Dopo la famosa  affermazione “L’Aids non si combatte distribuendo preservativi” fatta durante il suo viaggio in Africa, il Papa torna a far parlare di se ancora una volta.

 

Il Pontefice  è  recentemente approdato a  Cuba , dove ha incontrato privatamente l’ex presidente Fidel Castro , dopo aver celebrato  la messa nella Plaza de la Revolucion, all’Avana. Messa durante la quale il Papa non ha mancato di congratularsi per gli enormi progressi compiuti da Cuba in questi anni, nel campo delle libertà personali dei cittadini, sottolineando poi  più e più volte che adesso è la Chiesa ad aver bisogno di maggiori libertà.

Secondo Ratzinger questa infatti , ” Deve contare sull’essenziale libertà religiosa, che consiste nel poter proclamare e celebrare anche pubblicamente la fede”.  La libertà religiosa costituirebbe infatti, una possibilità data al cittadino di manifestare la sua “unità”, in quanto è nello stesso tempo sia una persona che un credente,  inoltre questo legittimerebbe anche  il contributo dei credenti  all’edificazione della società.

Il Pontefice ha poi continuato affermando  : “Quando la Chiesa mette in risalto questo diritto, non sta reclamando alcun privilegio, ma pretende solo di essere fedele al mandato del suo divino Fondatore, cosciente che dove Cristo si rende presente, l’uomo cresce in umanità e trova la sua consistenza. Per questo, essa cerca di offrire questa testimonianza nella sua predicazione e nel suo insegnamento, sia nella catechesi come negli ambienti formativi ed universitari. È da sperare”   ha concluso Papa Ratzinger “ che presto giunga anche qui il momento in cui la Chiesa possa portare nei vari campi del sapere i benefici della missione che il suo Signore le ha affidato e che non può mai trascurare”

Perso dunque il predominio sull’Italia, dove la religione cattolica non è più religione di Stato, pare proprio che il Papa abbia messo gli occhi su Cuba. Passata da “completamente atea” a “pseudo –cattolica” gli abitanti dell’isola sembrano essere in procinto di effettuare una conversione e lo stesso Fidel Castro non ha nascosto di essere interessato al tema cattolicesimo. “ Cosa fa esattamente un Papa?!”  è stata la domanda rivolta dal ex presidente cubano al Pontefice. Domanda che ci poniamo tutti da un po’ di tempo ormai.

Sorvolando sulla propaganda “pro cattolicesimo” e la richiesta di maggiori libertà per i fedeli, che rientrano sicuramente nei compiti di un Papa, la richiesta di maggiore spazio all’interno “dei vari campi del sapere ”  è un po’ azzardata.  Probabilmente il Pontefice ha già dimenticato il famoso dibattito sulla presenza dei crocifissi nelle scuole, svoltosi in quello che ormai sembra il lontanissimo anno 2009. Quando Soile Lautsi  Albertin cittadina italiana ma originaria della Finlandia, chiese alla direzione della scuola frequentata dai suoi figli di togliere i crocifissi dalle aule, in nome del principio della laicità dello Stato.

Dopo una lunga battaglia legale la Corte di Strasburgo si è così pronunciata : «La presenza del crocefisso, che è impossibile non notare nelle aule scolastiche, potrebbe essere facilmente interpretata dagli studenti di tutte le età come un simbolo religioso. Avvertirebbero così di essere educati in un ambiente scolastico che ha il marchio di una data religione. Tutto questo,  potrebbe essere incoraggiante per gli studenti religiosi, ma fastidioso per i ragazzi che praticano altre religioni, in particolare se appartengono a minoranze religiose o sono atei»

Le scuole  come le Università e qualsiasi altra infrastruttura con scopo didattico,  vengono quindi  considerati dai giudici come “neutri”. Tali luoghi infatti,  in quanto  frequentati da persone di diversa etnia e credo, devono essere organizzati in modo da rispettare e non offendere in alcuna maniera ,le credenze anche delle più piccole comunità straniere presenti in quel  territorio in questione.

Tale concetto è  affermato  non soltanto dalla Corte di Strasburgo, ma dalle regole del vivere civile cha da anni vengono applicate. Alla luce di ciò e onde evitare spiacevoli inconvenienti, sarebbe forse meglio lasciare l’istruzione fuori dalla sfera religiosa. Anche perché non mi pare sia attestato da nessuna parte che Gesù abbia detto “ Va e insegna a degli alunni”.

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