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14 marzo 2012

“La Sapienza” di Roma: a Lettere e Filosofia la biblioteca su “Chi l’ha visto”?

Fa scalpore la notizia che giunge dalla facoltà di Lettere e Filosofia de “La Sapienza” di Roma: le biblioteche non funzionano! Già dalla scorsa settimana un bel gruppo di studenti si era dato appuntamento, in accordo anche con alcuni professori, presso il Dipartimento di Storia dove era stata programmata un’iniziativa per ovviare a questo increscioso problema che mette a rischio la reputazione dell’ormai straziato istituto.

Passa il tempo e il malcontento dei giovani studenti cresce a dismisura, colpa della famigerata legge 133 del 2008 che si porta dietro strascichi di tolleranza zero; eh si, proprio così , perché dopo le manifestazioni contro i mancati pagamenti delle borse di studio, contro l’assenza di aule disponibili a Giurisprudenza, ecco un nuovo caso che apre le porte a megafoni, striscioni e fumogeni. “Non se ne può più” gridano unanime molti giovani, che pagano profumatamente l’effimero sistema universitario sempre più al “disservizio dei suoi clienti”.

La norma approvata si è dimostrata l’espletazione di una “manovra” governativa davvero esilarante. Per il nostro vocabolario tale termine indica un insieme di operazioni necessarie al funzionamento di un dispositivo, rappresenta un’azione che comporta un beneficio, che permette lo svolgimento di un processo nel miglior  modo possibile. E invece, la manovra universitaria a cosa sta portando, verso cosa si sta dirigendo? Forse contro uno scoglio, come  nel disastroso incidente della nave Concordia? Per ora si sta dimostrando tutt’altro che azzardata e in questo caso, “manovra”, è letta nella sua accezione negativa e rischia di far arenare la cultura contro la parete rocciosa e spigolosa della mal organizzazione e della negligenza. Un vero e proprio tracollo.

Ma gli studenti non intendono mollare, perché proprio a Lettere è assurdo non poter usufruire della biblioteca, è come se allo zoppo non gli rendi il bastone per continuare a camminare. È un servizio universitario che  rappresenta il diritto fondamentale per garantire lo studio, la preparazione agli esami e l’approfondimento per i ricercatori; sarà necessario un incontro per fissare i punti cardine per una pronta ripresa e il 19 marzo gli universitari hanno proclamato lo stato d’agitazione in aula I alle ore 9.00, dove si terrà un’assemblea pubblica.

Siamo forse al punto di svolta, perché gli studenti spingeranno all’attivazione delle borse di collaborazione che potranno così ovviare alla carenza di personale per il servizio biblioteca, che inizialmente dal rettore era stato addirittura garantito fino alle ore 21.00. Qui, invece, non abbiamo neanche il minimo sindacabile!

La mobilitazione è innegabilmente giusta, un’azione non priva di fondo per dare valore alla storia e a quei libri fonte del sapere e della sapienza umana, a cui ogni studioso non può non attingere.

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