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29 Aprile 2019

Sciopero scuola 17 maggio 2019: sindacati aderenti e motivi

Sciopero scuola 12 novembre 2019
Sciopero scuola 17 maggio 2019

Sciopero scuola 17 maggio 2019

Ultime notizie sullo sciopero scuola 17 maggio 2019: quali sono i sindacati aderenti e motivi, chi non sciopera e perché per molti è stato sospeso dopo l’intesa con il governo.

Il comunicato dello sciopero nazionale delle istituzioni scolastiche informa: il 17 Maggio su scala nazionale ci sarà una sospensione delle attività didattiche. Ecco quali sono le ragioni degli scioperi di maggio e perché sarebbe stato sospeso dopo l’incontro dei sindacati con il governo.

Dalle ultime notizie le sigle sindacali che non aderiscono alla protesta della scuola sul rinnovo dei contratti sono: Flc CGIL, CISL FSUR, FED. UIL, SCUOLA RUA, SNALS Confsal, FED. GILDA Unams.

Gli altri sindacati sono pronti a scendere in piazza per chiedere tra gli altri motivi salari adeguati, minore carico di lavoro. Ecco nel dettaglio le richieste dei professori scolastici, del personale Ata e di Anief.

Chi aderisce allo sciopero scuola 17 maggio 2019: sindacati aderenti e non partecipanti

Le proteste erano già molto sentite nell’aria ed alla fine l’ipotesi dello sciopero scuola si è concretizzata. I sindacati hanno cercato il dialogo che non è arrivato con il governo Miur. Così hanno pensato alla mobilitazione che sembra essere ormai imminente. I motivi dello sciopero sono vari e ormai discussi da anni senza che siano stati raggiunti accordi soddisfacenti. L’unica via per cercare l’ascolto sembra essere quella della protesta e blocco delle attività scolastiche, e così è stato infine deciso.

I protagonisti dello sciopero della scuola saranno i professori che non svolgeranno le normali attività didattiche. In seguito anche i sindacati dovranno comunicare la loro adesione o meno alla protesta. Ancora indecisione da parte dei sindacati circa la loro adesione.

Le lamentele non mancano di certo e la lista di punti per cui scioperare aumenta col tempo.  Nonostante ciò solo alcuni sindacati hanno poi deciso di prendere effettivamente parte allo al blocco della scuola il 17 maggio. Il sindacato Anief conferma la decisione di prendere parte allo sciopero della scuola. Al seguito si uniscono poi Unicobas e CUB.

Invece le segreterie organizzative di Flc CGIL, CISL FSUR, FED. UIL, SCUOLA RUA, SNALS Confsal, FED. GILDA Unams comunicano il ritiro dell’adesione allo sciopero.

Risulta ancora lontana e difficile da raggiungere l’intesa tra i sindacati ed il governo Miur.
I sindacati chiedono a gran voce un dibattito che sembra non esserci. Chiedono risposte che sembrano non arrivare. Di conseguenza si passa così alle azioni. Le quali potrebbero essere più ascoltate e prese in considerazione delle sole parole.

Motivi scioperi scuola e news sull’accordo governo sindacati

I motivi che hanno portato alla decisione di attuare lo sciopero della scuola sono tanti:

  • i salari, molto più bassi rispetto al resto dell’europa;
  • il precariato;
  • il continuo uso dei contratti di lavoro a tempo determinato;
  • l’eccessivo carico di lavoro che ricade sulle spalle del personale Ata.

Viste queste premesse la protesta sembra essere inevitabile ed imminente.

Non è nuova la decisione di effettuare scioperi a causa dei vari problemi dell’amministrazione scolastica italiana, negli anni vari sindacati hanno indetto proteste per cercare di migliorare la situazione già precaria.Finalmente giungono voci sul raggiungimento di importanti sviluppi messi in atto nelle ultime ore.

I sindacati sono riusciti ad accordarsi con il governo e ciò ha comportato la revoca dello sciopero della scuola.
Il tanto atteso compromesso è raggiunto al seguito di una riunione notturna tenutasi il giorno 23 Aprile e conclusasi la mattina del giorno successivo.
L’accordo raggiunto dai sindacati ed il governo prevede:

  • Lo stanziamento di nuovi fondi per far sì che avvenga il tanto atteso incremento degli stipendi nel nuovo contratto collettivo per il triennio 2019-2021, adeguandoli alla media dei contratti europei;
  • La stabilizzazione degli insegnanti precari, a cominciare da quelli che hanno almeno tre anni di servizio, secondo un principio di riconoscimento della esperienza maturata.

Sembra arrivato il tanto atteso punto di incontro richiesto a gran voce dai sindacati.
Rimane solo da attendere con fervore l’attuazione dei cambiamenti proposti e sperare che ad essi ne seguano altri per cercare di migliorare la situazione scolastica italiana.

Il governo esprime la sua volontà di continuare sulla linea di dialogo appena delineata. Come obiettivo fondamentale ha quello di rilanciare la scuola italiana, trascurata per troppo tempo, in vista di un futuro migliore.

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