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17 marzo 2012

L’Associazione italiana editori promuove l’e-book. Per un’Università sempre più digitalizzata

Dal 15 marzo, l’Associazione Italiana Editori (Aie) lancia il concorso “è-book”. Rivolta a tutti gli studenti delle università italiane, la gara è finalizzata a trovare lo slogan che pubblicizzerà una collana di e-book universitari didattici, mettendo in palio 10 buoni d’acquisto del valore di 1000 euro ciascuno per l’acquisto di libri in formato cartaceo e digitale.

L’iniziativa è patrocinata dal Crui e coinvolge tutte le università italiane: potranno partecipare al concorso gli studenti dei vari livelli (triennale, specialistica e master) iscrivendosi al sito dell’Aie (www.aie.it) e compilando il questionario sull’importanza della tecnologia nello studio. Almeno un vincitore dovrà essere uno studente straniero iscritto all’università italiana. I vincitori saranno premiati il 23 maggio – Giornata mondiale del libro – in una cerimonia pubblica a Villa Giulia a Roma.

L’aspetto ludico dell’evento evidenzia la direzione che sta assumendo il mercato della cultura e dell’istruzione. L’eccessiva corsa verso il progresso tecnologico è sicuramente criticabile sotto numerosi aspetti, ma, allo stesso tempo, è possibile sfruttare al meglio i repentini cambiamenti che travolgono tutti i settori della sfera sociale.

L’editoria professionale e scientifica sta cambiando radicalmente e il digitale sembra ormai un fenomeno consolidato anche in quest’ambito: l’e-book ha acquisito una certa importanza e il numero di studenti che ogni anno ricorrono a questo strumento è in continua crescita. È importante dunque capire se gli studenti sono davvero pronti a studiare in digitale e fino a che punto.

Il libro elettronico ha assunto una certa rilevanza nei metodi di apprendimento e la sua diffusione è legata alla travolgente crescita del mercato dei tablet. Le statistiche recenti ci dicono che il 48 % dei ragazzi tra i 20 e i 24 anni non leggono libri che vadano oltre i manuali di studio e oltre il 19 % dei laureati non legge mai un libro. Questi dati sono preoccupanti e dovrebbero invitare a riflettere.

Non rimane altro che augurarci che proprio l’e-book, accusato d’altra parte di mandare al macero il glorioso libro cartaceo, possa risollevare le sorti della lettura.

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