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30 marzo 2012

L’eccesivo consumo di carne rossa aumenta il rischio complessivo di morte prematura

Il consumo di carne rossa, se eccessivo, non è salutare ma aumenta del venti per cento la probabilità di morte prematura per cancro e malattie cardiovascolari.

A sostenere questa tesi è una ricerca condotta dalla Harvard School of Public Health di Boston.

I ricercatori mettono in guardia dal consumo spropositato di questo alimento, mentre ci invitano a scegliere una dieta ricca di pesce e carni bianche, alimenti che ridurrebbero complessivamente il rischio di mortalità.

Non bisogna però demonizzare l’alimento, dicono gli esperti; la carne rossa va consumata, l’importante è metterne nel piatto solo 42g al giorno.

“Abbiamo aggiunto ulteriori evidenze dei rischi per la salute derivanti dal consumo di elevate quantità di carne rossa, alimento già associato a diabete di tipo 2, malattia coronarica, ictus e alcuni tipi di cancro in altri studi”, continua An Pan, primo autore dello studio e ricercatore del Dipartimento di nutrizione dell’Harvard School of Public Health.

Lo studio in questione, infatti, ha una rilevanza diversa rispetto alle precedenti ricerche in materia, poiché per la prima volta si cerca di calcolare “il rischio di morte complessivo”.

Lo studio è stato condotto su un campione significativo di persone pari a 121.000 persone, tutte in ottime condizione di salute, tenute sotto controllo per ben 28 anni; nel corso di questo periodo ci sono stati 23.926 decessi: fra questi 5.910 causati da malattie cardiovascolari e 9.456 per cancro.

Attraverso determinati calcoli gli studiosi hanno scoperto che la mortalità totale aumenta mediamente del 12% per ogni porzione in più di carne rossa.

Pericolose anche la carne lavorata a livello industriale, come la carne in scatola e hamburger: il rischio in questo caso aumenta del 20%

“Questo studio fornisce una chiara evidenza del fatto che il consumo regolare di carni rosse contribuisce in modo sostanziale a una morte prematura – conclude il coordinatore dello studio Frank Hu, professore di nutrizione ed epidemiologia dell’Harvard School of Public Health.

 

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