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20 marzo 2012

Niente cous cous a scuola

Macerata: il comune  ha imposto il divieto di servire cous cous nella scuola. Decisione che appare incoerente con la grande presenza di bambini di nazionalità diversa da quella italiana a scuola, in una delle città più multietniche di tutta Italia.

La decisione sembra essere irrevocabile e a nulla valgono le parole della presidentessa del comitato mensa, Maria Cristina Allegrini, che così commenta la discutibile delibera comunale:

“Durante le scorse riunioni del comitato mensa abbiamo valutato l’ipotesi di introdurre nel menù scolastico il semolino con ceci e  verdure, il cous cous dei bambini, visto che non venivano miscelate alcune spezie.

 D’altra parte avevamo notato che anche nel menù  scolastico della vicina Loreto c’era. Non ci sembrava di fare nulla di  trascendentale, visto che siamo sempre molto attenti al rispetto delle  culture di tutti.

Ad esempio quando vengono serviti tortellini con la  carne, ai bambini musulmani serviamo gnocchi, nel rispetto della  religione musulmana. Così come il venerdì facciamo il pesce per tutti,  nel rispetto della tradizione cristiana.

Abbiamo anche chiesto a Stefano Colletta della ASL se servire questa pietanza avrebbe potuto portare  scompensi alla dieta dei bambini. E la risposta è stata assolutamente  negativa. Ma appena presentato il menù al comune, l’assessore ci ha  detto che l’amministrazione non era d’accordo perché ciò che noi  chiamavamo cous cous non è una pietanza italiana, quindi da non servire  ai bambini”.

A quanto pare, il comune ha impostato la questione su un fatto di “difesa della cucina tradizionale italiana”, ma non si spiega come un semplice cous cous possa intaccare la nostra tradizione culinaria. Forse perchè il piatto ha un nome non italiano? La diatriba non è ben chiara.

Le parole dell’assessore comunale Roberto Sampaolo sono state infatti queste: “Non è una pietanza italiana e l’amministrazione comunale non vuole  creare un precedente con tutte le altre cucine. La nostra è una cucina mediterranea e vogliamo andare fieri della nostra tradizione culinaria”.

Insomma, una strenua difesa della dieta mediterranea elogiata e conosciuta in tutto il mondo.

Maria Cristina Allegrini  non si trova tuttavia per nulla d’accordo con la dichiarazione dell’assessore e ribatte: “E’ una questione di cultura.  I problemi della mensa sono ben altri. Ad esempio ci viene chiesto di eliminare i cibi biologici, perché troppo costosi o i latticini e derivati, ma a questo abbiamo detto no. Secondo noi non è il cous cous un problema, ma tutte queste altre richieste che andrebbero ad abbassare il costo del pasto, ma non garantirebbero più i giusti apporti energetici giornalieri per i bambini”.

Cosa fare dunque? Di certo continuare a battersi per la tutela e la valorizzazione delle tradizioni del Belpaese, ma non dimenticandosi della multietnicità che è oggi all’ordine del giorno.

 

 

 

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