• Google+
  • Commenta
3 marzo 2012

Ricerca: con i Social network ora basta un click!

Gli scienziati si rivolgono ai social network per studiare lo stato di salute del sistema cardiovascolare. La notizia è apparsa lo scorso dicembre su  ‘Spoonful of Medicine’, blog scientifico di Nature.

Nasce così un nuovo tipo sperimentazione, un progetto di social network chiamato  Social Heart Study. L’ intenzione è quella di comprendere come le amicizie nate su Facebook contribuiscano o meno al mantenimento dello stato di salute del cuore.

Lo studio è il frutto della  collaborazione tra l’epidemiologo dell’ University of California di San Francisco,  Mark Pletcher, e il genetista James Fowler della University of California di San Diego . Lo scopo? Trovare un modo economico per vedere se il tempo trascorso su facebook  tra gli ormai più che consueti “mi piace” ,“ condividi” e “aggiungi amico”  ha effetti sul cuore della gente. Gli scienziati hanno deciso così di andare direttamente alla fonte. Hanno creato un app Facebook e hanno iniziato chiedendo alla gente di condividere i loro dati sanitari e modelli di attività on-line.

Il Social Heart Study, è operativo da fine novembre 2011 anche se ancora in modalità beta. La speranza degli ideatori è quella  di reclutare una coorte di oltre un milione di adulti disposti a dare informazioni personali per la scienza. Il fine è quello di ottenere un database on-line per  studi osservazionali e interventistici sulla  salute cardiovascolare. Il desiderio è di far nascere  così una nuova modalità  on line per prevenire le malattie cardiache.

I partecipanti possono scegliere la quantità di dati sociali o sanitari che vogliono mettere a disposizione, avendo a disposizione uno dei tre livelli di iscrizione. Al livello più alto, potranno partecipare a studi clinici controllati condotti completamente via Internet.

Anche se lo studio afferma sul sito web di essere “una collaborazione tra l’Università di California e Facebook.com”, i ricercatori dicono che stanno ancora aspettando i dirigenti di Facebook per decidere se il sito sarà un partner ufficiale dello studio in grado di fornire pubblicità gratuita, al fine di promuovere l’iscrizione dei partecipanti

Pletcher spiega e commenta così  il progetto: <<C’è bisogno di nuovi modi a basso costo di fare ricerca interventistica e questa è una grande possibilità>>.

Forse adesso,  ci sarà un buon motivo per passare più tempo su facebook facendosi gli affari altrui!

Google+
© Riproduzione Riservata