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27 marzo 2012

Tecnologia HYST per la fame? “Perseguitateli!”

Scienza per l’Amore (ex R.E. Maya). Siamo un gruppo di persone che, nel corso degli ultimi 15/20 anni ha investito i propri risparmi, le proprie risorse e il proprio tempo nel finanziamento della ricerca dell’ing. Umberto Manola, con il fine di trovare uno strumento utile alla lotta contro la fame nei Paesi in Via di Sviluppo. Tale ricerca ha condotto alla realizzazione e all’industrializzazione di una tecnologia assolutamente innovativa: la HYST Hypercritical Separation Technology (http://www.scienzaperlamore.it/contStd.asp?lang=it&idPag=414).
Tutto sembrava andare per il meglio, quando…
Oltre due anni fa, mentre procedevano le verifiche scientifiche sulle possibilità applicative della tecnologia HYST da parte di diverse università, qualcuno ha pensato bene di costruire false accuse infamanti con cui colpire il Progetto Umanitario “Bits of future: food for all”, legato alla tecnologia, e il suo promotore Danilo Speranza. (http://www.scienzaperlamore.it/contStd.asp?lang=it&idPag=462 ).
Per una strana “coincidenza” di eventi, infatti, nel mese di luglio del 2009, a sole 24 ore dalla firma che sanciva l’acquisizione della tecnologia, su Danilo Speranza è piovuta una denuncia per abuso sessuale e truffa. Forse un tentativo di fermare la cessione a scopi umanitari? Fortunatamente, il contratto è stato firmato.
Ma…
Il 16 marzo 2010 Danilo Speranza è stato arrestato ed è stato sottoposto, insieme a tutti noi, alla gogna mediatica. Sempre nel mese di marzo, nell’evidente tentativo di minacciarci e spaventarci, ignoti hanno fatto esplodere due ordigni presso la ex sede di R.E. Maya provocando gravi danni. Alcuni associati sono stati oggetto di atti di teppismo e vandalici (gomme squarciate, ecc.) e siamo stati definiti dai media e dagli inquirenti “adepti” di una “setta” (http://www.scienzaperlamore.it/contStd.asp?lang=it&idPag=480 ). Queste assurde affermazioni ci hanno causato gravi conseguenze sia in famiglia che sul lavoro. Alcuni dei nostri figli sono stati discriminati a scuola in quanto ritenuti presunti “adepti”.
Per attuare azioni a tutela del nostro decoro, onore e posizione giuridica siamo stati costretti a sciogliere R.E. Maya, senza ovviamente rinnegare nulla di quanto fatto, e abbiamo fondato Scienza per l’Amore (http://www.scienzaperlamore.it/contStd.asp?lang=it&idPag=417).
Per sciogliere ogni dubbio in merito alla natura della ex R.E. Maya, ora Scienza per l’Amore, abbiamo incaricato due consulenti esterne psicologhe criminologhe – la Dott.ssa Chiara Camerani e la Dott.ssa Roberta Sacchi – di effettuare uno studio scientifico approfondito su di noi. Tale studio ha ampiamente confermato che non esiste alcuna “setta”. Il materiale prodotto verrà divulgato in una prossima pubblicazione scientifica.
Per quanto riguarda Danilo Speranza, è rimasto in custodia cautelare per 22 mesi (16 mesi in carcere e 6 ai domiciliari). Si è sempre dichiarato innocente e ha ripetutamente chiesto di considerare le numerose prove scientifiche a sua discolpa. Danilo Speranza è tuttora sotto processo, sebbene i risultati sul DNA dissipino ogni ombra di dubbio sulla sua innocenza. Infatti, dagli accertamenti della Polizia Scientifica sui reperti – lenzuola, federe del letto e indumenti intimi portati come prova dalle denuncianti – emerge che non esiste alcuna traccia di liquido seminale appartenente a Danilo Speranza. Non solo ma, con grande sorpresa dei periti, sui pantaloncini delle due ragazze sono state trovate tracce del loro DNA commisto a quello di un altro individuo, ignoto, di sesso maschile. Come se non bastasse sul copriletto del letto, dove secondo le denuncianti sarebbero avvenute le violenze, era presente liquido seminale appartenente a un terzo uomo! . Tracce di DNA di Danilo Speranza sono state trovate solamente all’interno del suo pigiama personale e non in relazione al DNA delle denuncianti. In conclusione, i reperti consegnati alla P.G. (VIII Gruppo Vigili Urbani) come prove certe di colpevolezza, paradossalmente, scagionano completamente Danilo Speranza dal reato di violenza sessuale. Il tecnico che ha prodotto la relazione su questi dati accertati dalla Polizia Scientifica, è il Prof. Vincenzo Pascali (ordinario di Medicina Legale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma).
Nonostante dati scientifici di questo genere non possano essere interpretati, il PM espresse parere contrario alla richiesta di scarcerazione con la motivazione che il DNA si degrada e svanisce. Come è possibile, visto che ci sono le tracce di DNA nel suo pigiama? Si degrada solo quando prova l’innocenza?
Secondo le denunce, ci sono stati tre anni di abusi, perpetrati sempre nella stessa stanza, sempre con lo stesso pigiama… E neanche una traccia di liquido seminale in relazione alle denuncianti?
Un altro paradosso è quello per cui Danilo Speranza potrebbe essere il primo uomo impotente accusato di abusi: infatti, la sua disfunzione erettile diagnosticata dal Dott. Sergio Longhi – specialista in Urologia Andrologia e Medicina Sessuale – è stata accertata nel corso di un incidente probatorio non solo dai periti di parte, ma anche da quelli della controparte. In uno stralcio del verbale di accertamento tecnico non ripetibile, richiesto dalla difesa in data 7/12/2009, si legge quanto segue: “[…] Consultata la documentazione sanitaria e dopo aver visitato il Sig. Speranza, i consulenti concordano sulla seguente diagnosi: disfunzione erettile arteriogena e diabetogena”. La cosa sconcertante è che tale verbale è sottoscritto e firmato anche dai consulenti tecnici delle persone offese, che concordano quindi pienamente con tale diagnosi. Nonostante ciò, il PM non ha mandato un perito e non ha predisposto accertamenti cl! inici al riguardo. In seguito ha incaricato un tecnico di effettuare una perizia. Quest’ultimo si è pronunciato senza mai aver visitato Danilo Speranza, basandosi esclusivamente sulle informazioni relative alla sua condizione medica generale (diabete, ipertensione), e ha comunque dichiarato la necessità di eseguire la polisonnografia dinamica: esame di dubbia funzionalità che non è mai stato effettuato.
Altre prove scientifiche a favore di Danilo Speranza saranno prodotte al processo.
Dal primo giorno di detenzione preventiva, Danilo Speranza ha insistentemente e ripetutamente richiesto – tramite i suoi legali – accertamenti clinici che potessero allontanare ogni dubbio sulla sua impotenza, senza però ricevere alcuna attenzione.
Per quanto riguarda l’accusa di truffa, sono stati messi in dubbio sia l’esistenza che il funzionamento della tecnologia HYST e, addirittura, l’esistenza stessa dell’ing. Umberto Manola.
Tutti possono facilmente verificare che l’ing. Manola esiste, gli impianti ci sono e prestigiose università, nonché rappresentanti dell’ENEA e il CNR, hanno mostrato il loro interesse per gli eccellenti risultati, certificati tra gli altri, dal DSA dell’università di Milano. (http://www.scienzaperlamore.it/contStd.asp?lang=it&idPag=508).
Il 23 febbraio scorso, presso la sede del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Montelibretti (Roma), si è tenuto il convegno di studio “Tecnologia HYST: dalle biomasse alimenti ed energia sostenibile” organizzato proprio dal CNR e dall’associazione Scienza per l’Amore, in collaborazione con la società BioHyst: l’ultima dimostrazione della validità della tecnologia HYST (http://www.scienzaperlamore.it/contStd.asp?lang=it&idPag=516).
Quella che è stata definita da alcuni “fantomatica macchina in grado di trasformare l’immondizia in cibo” – o, ancora più fantasiosamente, “frullatore” o “distruttore molecolare” – si sta mostrando per quello che realmente è: un’innovazione in grado di contribuire fattivamente ai problemi dell’energia sostenibile e dell’alimentazione. Come accennato da Maurizio Melis in un’intervista di Radio 24 andata in onda il 19 marzo scorso (http://www.scienzaperlamore.it/contStd.asp?lang=it&idPag=435), il fatto di poter estrarre alimenti nobili dalla paglia ha sollevato dubbi e anche maldicenze. Perché non si indaga su chi ha inventato queste falsità diffamanti? (http://www.scien! zaperlamore.it/default.asp?lang=it&idPag=496).
Numerosi rappresentanti di Governi Africani hanno già mostrato il loro interesse verso il Progetto Umanitario e la tecnologia HYST, così come organizzazioni internazionali che operano nell’ambito della Cooperazione allo Sviluppo, quali la FAO e l’IFAD. I Governi di Senegal, Somalia, Rwanda, Camerun e Burkina Faso hanno già ufficializzato il loro interesse ad arrivare in tempi brevi alla realizzazione delle prime installazioni industriali. (http://www.scienzaperlamore.it/contStd.asp?lang=it&idPag=509).
Attualmente – nonostante l’interessamento ufficiale dei diversi governi africani, dei risultati positivi e di qualificati pareri tecnico-scientifici – il Progetto Umanitario è bloccato, alla ricerca di verità, in un’inchiesta giudiziaria che dovrebbe restituire ai finanziatori gli impianti sequestrati.
In attesa che le indagini facciano il loro giusto corso, Scienza per l’Amore continua a lavorare seguendo la propria etica, per informare media, istituzioni ed enti scientifici affinché tutti possano godere dei benefici della HYST.
Ad oggi, solo uno degli impianti sequestrati avrebbe prodotto circa 1000 tonnellate di farina proteica per i bambini che stanno morendo di fame in Somalia, oltre a 4000 tonnellate di alimenti per gli animali.
I motivi delle accuse contro una solida realtà scientifica ci sfuggono. Forse, grazie alla tecnologia HYST, le farine che potrebbero nutrire chi muore di fame sono troppo ricche di proteine e vitamine?
Probabilmente rendere utilizzabile per gli animali ciò che non è commestibile, e contemporaneamente usarlo per produrre energia, è un evento al quale il mondo economico e scientifico non sono abituati.
Quando si vorrà cominciare a fornire ai popoli sofferenti gli strumenti per costruire il proprio futuro senza dipendere da aiuti esterni?
Dietro gli impedimenti si celano forse le manovre di chi teme che la HYST possa interferire con i propri interessi? Oppure siamo nuovamente di fronte a sentimenti ostili verso l’Africa e l’Islam che ricordano tristemente il razzismo?

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