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25 marzo 2012

Università di Stanford: come creare apps e diventare milionari

In California, nel cuore della Silicon Valley, il settore trainante dell’economica è l’informatica: qui hanno sede le più grandi aziende del settore, come Apple, Google, Microsoft, Yahoo, HewlettPackard, Facebook e Oracle.

Tutto è nato negli anni cinquanta, quando l’Università di Stanford decise di creare un vero e proprio polo tecnologico chiamato Stanford Research Park. Il centro scientifico ha funzionato per anni da incubatore di idee, che venivano poi immediatamente realizzate dalle aziende di computer e software presenti in zona: grazie a questa collaborazione virtuosa, in pochi anni il settore informatico ha sviluppato quelle conoscenze e tecnologie che oggi sembrano indispensabili per la vita moderna.

Ancora oggi, l’Università di Stanford è l’ateneo privilegiato da quanti vogliono studiare informatica ed imparare, sin da studenti, come diventare imprenditori di se stessi e delle proprie conoscenze. Inoltre, da pochi anni, Stanford offre un corso, molto popolare tra gli studenti, su come creare apps per iPhone e iPad. La cosiddetta “app economy”, negli ultimi cinque anni, ha generato guadagni per oltre 10 miliardi di dollari, creando circa mezzo milione di posti di lavoro: il settore delle apps è diventato dunque il nuovo eldorado per gli investitori e per gli stessi studenti.

Qui alla Stanford gli studenti sviluppano un forte spirito imprenditoriale – afferma Brent Izutsu, program manager del dipartimento digitale dell’Università di Stanford – osservano gli altri, quelli che hanno avuto successo, e si sentono molto motivati”. Gli esempi di Bill Gates e Steve Jobs, il mito del loro impero informatico nato in un garage, sono uno stimolo per tutti gli studenti ad impegnarsi e a lanciare le proprie idee in un mercato sempre più affamato di nuovi prodotti.

Per gli universitari di Stanford, infatti, studiare significa anche pensare a nuove applicazioni e nuovi software da creare. Alcuni di loro hanno già realizzato profitti milionari: è il caso di Ankit Gupta, creatore del lettore di notizie Pulse, subito rivenduto alla Apple per un guadagno di 9 milioni di dollari; Matt Sullivan, invece, ha creato Storytree, un app che permette ai membri di una famiglia di aggiungere didascalie a foto e video, e che è stata finalista al South by Southwest Interactive Award.

Il settore delle applicazioni e dei software per le nuove tecnologie, dunque, è ancora in forte espansione e sembra permettere ai giovani un rapido accesso al mondo del lavoro: lo Stanford Research Park e i corsi dell’Università di Stanford sono un esempio di come gli atenei dovrebbero guardare al futuro lavorativo dei propri studenti, agevolandone lo sviluppo di competenze imprenditoriali e professionali.

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