• Google+
  • Commenta
22 aprile 2012

Bilancio Alma Mater: controllo esuberi del personale e fondi extra, ma il dialogo com’è?

Chiuso con plauso il bilancio d’esercizio d’Ateneo, tecnicamente impeccabile con le sue voci all’attivo e con i nuovi cospicui fondi stanziati dall’UE, si apre ora la fase di un bilancio di sostanza: a cosa corrispondono questi conti che sembrano tornare?

Da una prima, conclamata interprtazione, gli investimenti esemplari ed i relativi frutti sembrerebbero derivare dal primato accordato, dal governo d’ateneo in carica, all’ambito della ricerca ed alle agevolazioni per gli studenti. In questo quadro si inseriscono le aperture di ulteriori aule studio (a cui abbiamo dedicato un articolo di recente), ma non solo, come si legge da Il Fatto Quotidiano on line del 17 aprile 2012: “per quanto riguarda le spese, l’Alma Mater ha puntato su servizi e borse di studio. Sono state utilizzate risorse aggiuntive di bilancio per nuove sale studio, per le associazioni studentesche, per i servizi di orientamento allo studio, per le borse di studio e per il sostegno ai redditi più bassi. In particolare l’Università ricorda come sia riuscita a garantire i soldi ai 284 studenti idonei ma non assegnatari di borsa di studio a causa dell’insufficienza di fondi. Aumentate di 2 milioni anche le uscite per la ricerca e per l’internalizzazione”.

A proposito di internalizzazione: come sappiamo la vera grande novità, potremmo dire svolta, dell’anno accademico in corso è stato il riassetto dello statuto d’ateno che è stato modificato secondo quanto previsto dalla riforma Gelmini. L’abbiamo definita Rivoluzione Alma 33: si tratta di un piano che ridisegna l’organigramma e la stuttura intera dell’organizazzione dell’UniBo dimezzando i dipartimenti, trasformando le facoltà in 11 Scuole e sostituendo i presidi con direttori dislocati sul territorio del polo bolognese, che ricomprende vari campus nelle città della Provincia. I dipendenti dell’Alma Mater che sorte avranno?

In base al bilancio tecnico,si continua a leggere, “i costi per il personale sono diminuiti del 6,4% rispetto al 2010 in larga parte per effetto dei vincoli legati al turnover e al blocco degli stipendi disposti dalle recenti manovre governative. In particolare è calata del 12,3% la spesa per dirigenti, grazie a un taglio di 370 mila euro. L’Ateneo fa sapere poi di aver rispettato il limite di legge sull’incidenza massima delle spese di personale sul totale delle assegnazioni ministeriali”.

È la Legge di Stabilità a imporre questo rigore e a quanto pare è sempre in ossequio a questa norma che pochi giorni fa è stata emessa da Michele Menna, responsabile del personale e dell’organizzazione in Ateneo, una circolare per la rilevazione e segnalazione delle eccedenze di organico indirizzata ai direttori di dipartimento, centri interdipartimentali, centri di servizio, presidi di facoltà, dirigenti dell’amministrazione generale e di polo, perché “qualora al termine della ricognizione dovesse emergere che vi sono unità di personale in esubero, l’Amministrazione provvederà acoinvolgere le parti sindacali e ad avviare le procedure previste”.

Le procedure previste sono il riassorbimento amministrativo, se possibile, altrimenti, dopo 90 giorni parte il procedimento di “collocamento in disponibilità” una sorta di sospensione in mobilità. Inutile dire le reazioni di amministrativi e sindacati raggiunti dalla circolare. Sbigottimento e paura, perché a dicembre il rettore Ivano Dionigi aveva mandato una circolare informando tutto il personale che l’Ateneo non aveva esuberi, e lo stesso emerge dal bilancio consuntivo.

Per il direttore generale Giuseppe Colpani in una dichiarazione apparsa sul Corriere on line dello scorso 20 aprile“la rilevazione è un atto dovuto per vincoli normativi senza il quale non è possibile approvare urgentemente la programmazione del personale tecnico amministrativo 2012 per i primi di maggio”. Ma secondo Gisella Fidelio della Flc-Cgil università, questo fulmine a ciel sereno, foss’anche pro forma, è un’azione molto grave; Antonella Zago, della confederezione unitaria di base, ha poi sollevato la criticità più allarmante: il personale considerato in esubero potrebbe trovarsi con l’80% dello stipendio per 24 mesi e poi senza lavoro. Se i responsabili di struttura o area vi comunicano ufficialmente degli esuberi il 27 aprile, riesce l’amministrazione a ricollocare le persone entro i primi di maggio?”.

Come mai quest’urgenza di controllo degli esubiri scatta dopo che il Cda ha già votato, il 3 aprile, il riequilibrio del personale dei dipartimenti?

Negligenza o forme di malcelato autoritarismo temperato? Continua a mancare la cura soprattutto nel dialogo. La qualità del dialogo, anche conflittuale è fondamentale. Comunque, dialogo a cui non si potrà sfuggire nella nuova epoca della Riforma dell’Alma Mater e dei fondi extra da Bruxelles: come nel gioco degli scacchi siamo di fronte a pezzi che si muovono per mantenere la loro posizione, agendo come ruoli, mentre la Regina può spostarsi sulla scacchiera decidendo i suoi movimenti ed i loro significati. Occorrerà introdurre nuove pratiche di discussione, pretendere inclusione nel discorso pubblico di ateneo complessivo, non solo in sede di organizzazione di interessi economici, insomma occorrerà fare rete, fare politica, fare il “gioco delle Dame”, lasciando il dirigismo ai suoi scacchi..

..  “Si è aperto un conflitto simbolico sul significato da attribuire a pratiche e azioni che non si contrappongono frontalmente, ma si ispirano alla schivata, al gioco libero delle dame, sottraendo spazio al potere. Lavorare a disfare il potere, le discipline, la gerarchia, la suddivisione in dipartimenti stagni e valorizzare la dimensione generativa del sapere in un doppio movimento: aumentare e integrarsi. Fare leva sull’autorità nella sua radice etimologica che è quella di accrescimento delle relazioni, della loro intelligenza, della loro forza nel generare un mondo condiviso” (Chiara Zamboni).

 

Google+
© Riproduzione Riservata