Voglia di studiare saltami addosso: rassegna delle ‘straordinarie’ sale studio bolognesi

Redazione Controcampus 14 Aprile 2012

Che siano ripassi folli dell’ultimo minuto per scansafatiche impenitenti o costanti e meticolosi metodi da topi di biblioteca, ogni studente ed ogni studentessa ha una data segnata in rosso sul calendario, un appuntamento ansioso o semplicemente burocratico, a seconda dei temperamenti, comunque un’occasione per spuntare un esame dalla lista, un ostacolo in meno, una tappa in più in vista della liberazione, a cui prepararsi.

Il count down parte da quando si inizia a studiare e studiare è appunto una faccenda personale, è un rito propiziatorio con una sua storia, storie differenti per differenti studenti, una competenza che segue bioritmi eterogenei, non omologabili, non regolabili secondo orari amministrativi.

La soggettività di studiose e studiosi media con le date prefissate d’esame attraverso un percorso di formazione che è anche conoscenza di sé e dei propri meccanismi di apprendimento e per molti il momento migliore è la sera, nel silenzio del buio, trasgredendo all’operosità del giorno imposta dai ritmi ordinari della convivenza.

Luoghi pubblici o luoghi privati per ruminare? Anche in questo caso si tratta di una scelta insidacabile, vero è che se l’università è il luogo ufficiale della conoscenza, allora sarà sempre rassicurante sapere che le porte non sono chiuse per chi desideri fare ricerca anche nei momenti imprevisti.

Sono altrettanto comprensibili le difficoltà che l’università attraversa nel rendersi sempre disponibile: questione pragmatica di investimenti economici non solo per il mantenimento delle sale, ma anche per la retribuzione del personale. Naturalmente, è una scelta politica. Sulla necessità pratica e simbolica di aprire luoghi di studio by night e nei week end hanno lavorato e negoziato proprio gli studenti, che da anni propongono progetti e reclamano l’efficace applicazione del diritto allo studio.

Per questo progetto, finalmente in atto, sono stati stanziati 160 mila euro, spesi per rendere operativi aule dedicate e spazi nelle biblioteche della città; esito deciso in sede di approvazione del bilancio lo scorso novembre e realizzato concretamente grazie a relazioni sempre più sinergiche tra Comune e Alma Mater, precisamente tra il sistema bibliotecario d’ateneo (SBA) e l’Istituzione biblioteche cittadine. Ecco la mappa aggiornata (per tutte le aule, anche diurne consultare la lista):

PALAZZO PALEOTTI (via Zamboni 25, aperto tutti i giorni dalle 9 alle 22)

Si tratta di un edificio la cui storia si intreccia con quella della città di Bologna, palazzo che insieme a Palazzo D’Accursio sono stati la massima rappresentazione del potere ma che nel corso dei secoli sono stati degradati dall’abbandono e umiliati da funzioni che sono antitetiche alle loro aristocratiche origini. Da più di un lustro le loro storie si affiancano nuovamente in un progetto che li vede coinvolti entrambi. L’occasione è stata, infatti, offerta dalla disponibilità di alcuni spazi che si trovano a Palazzo Paleotti cogestiti insieme all’UniBo. È dalla necessità di ampliare l’offerta di Sala Borsa che nasce l’idea di una sua possibile evoluzione. La sala studio realizzata dentro Palazzo Paleotti è fornita di computer e connessioni wireless e dopo i suddetti recenti investimenti, conta 250 posti in più. La novità eclatante sta soprattutto nel fatto che l’accesso è possibile anche per la cittadinanza registrata nella biblioteca comunale Sala Borsa (frequentata per il 40% da universitari).

 

LUCERNA IURIS e AULA STUDIO presso PALAZZO MALVEZZI (sede di giurisprudenza, via Zamboni 22, lun-giov aperta fino alle 22)

Eravamo lì in occasione dell’inaugurazione del nuovo sottotetto conquistato dagli studenti all’interno della facoltà di giurisprudenza e presentato al pubblico la notte di San Valentino ed abbiamo dedicato un articolo a Lucerna Iris: nomen omen se ascoltiamo le suggestioni formulate dal Rettore Ivano Dionigi proprio per tributare importanza a questi rivolti alla comunità universitaria: “con i libri si è sempre in buona compagnia, dai libri viene la luce” e se “accendiamo le luci a Shanghai e a Buenos Aires a maggior ragione dobbiamo accenderle in via Zamboni”.

 

SALA STUDIO CUSL (via Zamboni 7, lun e merc-ven fino alle 24): si tratta di una sala gestita dall’Associazione studentesca Cusl. La Cooperativa Universitaria di Stampa Libri è una cooperativa studentesca creata negli anni ’70 da alcuni studenti universitari che avendo bisogni comuni legati all’università hanno deciso di risolverli insieme. L’aula messa a disposizione dal Cusl ha 80 posti accessibili tutti i giorni, tranne il martedì, fino a mezzanotte!

 

AULA STUDIO MORASSUTTI (viale Berti Pichat 6, lun-ven dalle 9.30 alle 22.00, sab-dom dalle 9.30 alle 23.00). Edificio universitario, fuori dal centro storico, in una zona tranquilla e adatta al ritiro da studio, attrazzato con 70 posti a disposizione sia durante la settimana che nel week end anche la sera.

 

DISCIPLINE UMANISTICHE (via Zamboni 36, fino alle 22.30, sab-dom fino alle 19)

Questa sala studio (con 140 posti) è ormai storica per essere stata la prima ad aprire in notturna, ed ora sarà adibita a sala di lettura ogni fine settimana, fino al tramonto. Questo rilancio ha avuto successo: “la biblioteca del 36 è rinata, non ci sono più barriere, è frequentatissima” ha commentato la Preside di Lettere, Carla Giovannini fautrice di questo progetto, messo a punto pazientemente a partire dall’osservazione precisa ed attenta di una situazione stonata: “l’idea che gli studenti uscissero da lezione alla sera e trovassero la biblioteca con i lucchetti alle porte non mi piaceva per niente, era un vulnus da risolvere. Ora non ci sono più barriere e i ragazzi stanno dentro la sera”. Ora, è il tempo della soddisfazione per il grande investimento monetario guidato da quel desiderio coltivato con cura nello svolgimento della sua funzione formativa: “sono stati gli studenti a chiederci di investire in questo modo la nostra parte di fondi che l’Ateneo mette a disposizione di tutti gli studenti. Sono molto soddisfatta anche perché si è creata una cerniera tra l’Università e la città, in questo spazio vengono anche semplici cittadini”.

Insomma, un totale di 625 posti studio; l’obiettivo è di continuare a moltiplicarli, e, a proposito del feeling tra Comune e Alma Mater, l’orizzonte della collaborazione tra le istituzioni cittadine continua con nuove sfide, infatti Daniele Donati, Presidente dell’Istituzione Biblioteche civiche ha anticipato alcune idee per il futuro: “offrire queste aperture è per noi uno stimolo e uno sprone a far meglio. L’ateneo getta il cuore oltre l’ostacolo. La discussione sulle nostre aperture va avanti da tempo. Ci stiamo lavorando soprattutto per Sala Borsa. Stiamo valutando quali periodi sono favorevoli per eventuali aperture sia domenicali che serali. In autunno faremo partire qualcosa”.

Le due istituzioni bibliotecarie, quella d’ateneo e quella comunale, si fonderanno diventando sistema unico? Per ora è un’impresa impossibile, Ivano Dionigi spiega: “il nostro è un sistema complesso. In alcune situazioni, come a filologia e italianistica, le biblioteche sono come i laboratori di chimica o di fisica”, ciò non toglie che si stia lavorando con l’intento di comunicare segnali importanti: “agli studenti che sono la mia priorità e per la città”, anche se non vanno dimenticate le parole che il Rettore pronunciò all’inizio del suo mandato “l’Alma Mater è nella città, non della città; Bologna deve meritarsi l’Alma Mater”.

Una stretta vicinanza in fieri, tanto che Fulvio Cammarano, Direttore dello SBA ha affermato: “lavoriamo perché ci siano sempre meno confini burocratici e per l’integrazione. Un rapporto reciproco affinché anche gli iscritti alle biblioteche civiche possano ricevere prestiti nelle nostre d’ateneo”.

E mentre si pensa di non chiudere nemmeno l’Archiginnasio al calare della sera, è già diventata realtà l’apertura, entro l’estate, di una nuova sala in via Petroni. Quest’aula sarà ricavata negli spazi di un’ex profumeria, con la possibilità di ospitare più di 80 studenti, garantendo la connessione alma wi-fi e orari continuati dalle 9 del mattino a mezzanotte.

Questa sarebbe un’altra svolta per il Quartiere San Vitale e soprattutto per la zona di via Petroni-Piazza Verdi, cuore della vita notturna ludica, spesso troppo chiassosa, degli studenti. Le polemiche dei residenti hanno portato a drastiche misure del Comune nei confronti dei locali e del degrado, ma con questa nuova iniziativa lo stato delle cose potrebbe cambiare radicalmente per il meglio secondo il Prorettore agli studenti Roberto Nicoletti, il quale, in conferenza stampa, ha dichiarato: “l’apertura della nuova sala è anche un mezzo per far sì che via Petroni sia vissuta dagli studenti durante tutto l’arco della giornata e non solamente negli orari notturni”, inoltre “in una città che vanta la presenza di 87.000 studenti, non si può continuare ad identificare lo studente con il degrado”.  Anche la Presidente del Quartiere Milena Naldi si è detta entusiasta.

Afose ed insonni notti di mezza estate, fine settimana di passione didattica, ora la città ne sarà testimone fino all’ultima fatica.

 

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Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics).I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto