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2 aprile 2012

Continua lo scandalo degli Atenei fasulli

Poche settimane fa, la sera del 21 marzo 2012, è andato in onda su un notissimo programma televisivo, Striscia la Notizia, un servizio che riguarda da vicino il sistema universitario italiano.

Il famoso TG satirico rendeva nota la scoperta di un’ Università fasulla, l’Università Giovanni Paolo I, presso la quale numerosissimi personaggi dello spettacolo avevano ricevuto lauree honoris causa, lauree che si sono rivelate ovviamente carta straccia.

Purtroppo il gravissimo problema dell’esistenza di Atenei fasulli è davvero molto più esteso di quanto si credi. Infatti il Gat Nucleo Speciale Frodi Telematiche della Guardia di Finanza, all’interno di un’indagine diretta dal procuratore aggiunto Alberto Caperna della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, ha scoperto altre frodi del genere.

Si tratta stavolta di Università telematiche, che hanno sottratto parecchie migliaia di euro dalle tasche di tantissimi italiani che, per i più svariato motivi, necessitavano di conseguire un titolo di laurea o un master pur non avendo la possibilità di iscriversi ad un Ateneo “in carne ed ossa”.

Per immatricolarsi bastava pagare una “tassa” di mille euro. Una vera e propria truffa.

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I siti web relativi alle singole false Università on line sono i seguenti: www.logosegiustizia.com, www.unilusi.it (corrispondente all’insigne Università Giovanni Paolo II o Università Karol Wojtila) e www.unisuis.com (Sophia University of International Studies).

Oggi, se si tenta di accedere in qualche modo ad uno di questi siti appena menzionati, si viene colpiti da scritte dai colori sgargianti che ci informano che: “il sito web “è stato posto sotto sequestro ai sensi della’arti. 321 del codice di procedura penale”. Una reazione dunque, quella delle autorità, rapida e drastica.

Ma ciò che rende questo inganno ancor più surreale e immorale è che la gestione della rete di Università fasulle era nelle mani di un singolo individuo: un docente dell’Università degli Studi della Tuscia, Università vera e degna di lode.

Per il professore il lavoro è stato semplice: non ha avuto molte difficoltà, infatti, a crearsi una prima rete di clienti, vale a dire studenti che, ignari di tutto, necessitavano di titolo post laurea e ai quali, il furbo insegnante, consigliava l’iscrizione ai siti da lui inventati.

Insomma, un’ imperdonabile frode ai danni di persone che cercano di percorrere ogni strada possibile pur di entrare nel difficile mondo del lavoro, non solo italiano, ma europeo.

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