• Google+
  • Commenta
24 aprile 2012

Enorme giro d’affari nelle ripetizioni private

Le ripetizioni private sono spesso una fondamentale fonte di guadagno non solo per gli studenti universitari che magari devono pagarsi da soli le tasse universitarie, ma anche per molti adulti, insegnanti anche in pensione, che per far quadrare i conti si affidano a un guadagno completamente esentasse.

Un fenomeno importante: per l’Adoc, l’Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori, “mediamente un mese di ripetizioni private effettuate da un docente si attesta circa sui 250-270 euro, considerando 8 ore di lezione al mese, ossia circa 20 euro in più dello scorso anno e, sempre rispetto allo scorso anno, un’ora di lezione tenuta da un docente è rincarata in media di quasi l’8%, con le lingue straniere che hanno subito il rincaro più pesante: più del 10%. Ovviamente le lezioni impartite da uno studente sono più economiche di quelle effettuate da un docente”.

Un dato importante da analizzare è che, ricorda l’Adoc, “a seguito della reintroduzione dei cosiddetti esami di riparazione a settembre, si sta rendendo sempre più necessario prendere ripetizioni da insegnanti privati anche d’estate. Fenomeno questo che starebbe interessando oltre il 40% delle famiglie con ragazzi “rimandati” a settembre e cui la scuola non riesce a dare risposte, vista l’esiguità delle ore messe a disposizione dallo Stato, costringendole quindi a rivolgersi al di fuori dei “corsi di recupero” della scuola e mettendo in moto un volume d’affari annuo che supera abbondantemente i 430 milioni”.

Le ripetizioni: un mondo grande, dalla matematica al latino, dal greco alla fisica, dall’inglese al russo. Non vi sono regole circa il costo specifico di un’ora di lezione: i fattori influenti su di esso sono “chi” impartisce la lezione, “a chi” la lezione è impartita, “dove” la lezione è impartita, “quando” la lezione è impartita, e così via. Quindi il tutto è molto soggettivo.

Ma perché si ricorre alle ripetizioni? Perché non si studia ovviamente, ma anche perché secondo il Codacons, le ore di recupero pagate dal Miur sono “pochissime e quindi insufficienti per recuperare effettivamente i debiti formativi”.

Insomma, un universo di lavoro sommerso, rigorosamente in nero, che se fa bene alle estati di molti alunni che non saranno rimandati a settembre, fa male alle tasche dei loro genitori.

Google+
© Riproduzione Riservata