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17 Aprile 2012

I progressi delle sperimentazioni in vitro

Arti Ahluwalia, Professoressa di Bioingegneria, insieme al suo gruppo del Centro di Ricerca Interdipartimentale “E. Piaggio”, ha condotto una ricerca interdisciplinare per aiutare a prevenire le malattie metaboliche. Infatti nei laboratori dell’Università di Pisa è stato riprodotto in vitro il primo modello di diabete. 

I risultati – di tale studio innovativo sono importanti per le applicazioni nel campo delle malattie metaboliche, come l’obesità, e per le potenziali applicazioni nella ricerca di altre patologie e quindi alla realizzazione di nuovi modelli fisiopatologici. Si è occupata degli esperimenti la dottoressa Bruna Vinci che ha svolto la sperimentazione sia nei laboratori dell’Università di Pisa sia in quelli dell’Università di Padova.

La rivista- Plos One ha riportato i risultati nell’articolo «Glucose and Fatty Acid Metabolism in a 3 Tissue In-Vitro.Model Challenged with Normo and Hyperglycaemia», che sono considerati sorprendenti perché hanno dimostrano che una cultura multipla di tessuti collegati secondo schemi razionali e in scala allometrica (la scala che mette in rapporto l’accrescimento di un tessuto in relazione con l’organo a cui appartiene), può simulare e riassumere (in maniera semplificata) molte delle alterazioni caratteristiche del metabolismo umano in sovraccarico nutrizionale.

L’importanza di questi studi – è lampante: difatti sono le malattie metaboliche a rappresentare la prima causa di morbilità e mortalità nel nostro paese, il cui aumento è legato all’innalzamento della vita media della popolazione. Il diabete, come le altre malattie metaboliche,  è diventata una patologia fortemente penalizzante per la qualità e la durata della vita poiché crea complicazioni prevalentemente a carico dell’apparato cardio-circolatorio.

Lo studio in vitro – permette il miglioramento del trattamento specifico dei disturbi del metabolismo laddove la prevenzione è insufficiente. Inoltre questa tecnica permette di evitare l’utilizzo di animali per testare i farmaci e come modelli di patologie umane.

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