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23 aprile 2012

Il meteo all’università: nuovo corso tra l’Aquila e la Sapienza

La neve, il caldo tropicale, gli acquazzoni e l’anticiclone africano, Hannibal, in arrivo Mercoledì. Di questi tempi in cui l’aggettivo “pazzerello” non è sufficiente a descrivere il tempo ed i suoi sbalzi climatici, la meteorologia è diventata una delle scienze di maggior interesse.

Ampio spazio le viene dato sui giornali, in televisione, in radio: tutti siamo curiosi di sapere se dovremmo uscire con l’ombrello o in maglietta corta. Forte del crescente successo che sta ottenendo la materia, i Dipartimenti di Fisica dell’Università dell’Aquila e della Sapienza di Roma avvieranno un nuovo corso di laurea magistrale in Fisica atmosferica e Meteorologia.

La sede amministrativa del corso dove gli studenti potranno iscriversi sarà l’Aquila: una scelta dettata dal fatto che, essendo zona terremotata, gli universitari non pagheranno le rette. I corsi si terranno alla Sapienza di Roma e dovrebbero partire nel novembre 2013, ma i promotori di questo nuovo corso di laurea Guido Visconti, ordinario in Fisica dell’atmosfera e Oceanologia all’Aquila, e Giancarlo Ruocco, direttore del dipartimento di Fisica e prorettore alla Ricerca alla Sapienza, sperano che si riescano ad avviare le lezioni già dal prossimo novembre.

L’obiettivo è formare climatologi e meteorologi da inserire nelle università come ricercatori o in istituti come il CNR, l’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), l’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) e l’ESA (Agenzia Spaziale Europea). I climatologi studieranno il comportamento del tempo atmosferico in un periodo di tempo di anni o secoli ed i fenomeni associati ad esso. I meteorologi invece si occuperanno dello studio del clima su una scala di giorni e settimane.

I futuri studiosi del clima dovranno apprendere la fisica atmosferica e le scienze della terra e dovranno dimostrarsi capaci di inventare nuovi modelli teorici-sperimentali in grado di affrontare a livello globale i diversi problemi legati al clima. Uno di questi è di sicuro il riscaldamento globale, i cui effetti aumentano esponenzialmente di giorno in giorno: basti pensare allo scioglimento dei ghiacci ed al conseguente innalzamento del livello del mare.

In Italia alcune università hanno già avviato corsi triennali legati a queste tematiche: tra questi il corso di laurea in Fisica dell’Atmosfera e Meteorologia dell’Università di Bologna, quello di Roma Tor Vergata ed il corso in Scienze nautiche e aeronautiche – indirizzo Meteorologia e Ocenografia, attivato presso l’Università degli Studi di Napoli.

Molti di questi sono stati vittime del decreto 17 della riforma Gelmini, il cosiddetto decreto “taglia corsi”: alcuni sono stati accorpati in altri corsi, altri invece, come quello dell’Università di Bologna, non sono proprio partiti all’inizio dell’anno accademico. Alla luce di questa situazione, si può sostenere con certezza che il corso promosso dall’Università dell’Aquila e dalla Sapienza di Roma servirà anche a ridare una giusta dignità accademica alle scienze meteorologiche e climatologiche.

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