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8 aprile 2012

La Pasqua degli studenti fuori sede…

Ogni festa religiosa si sa è un motivo per stare tutti insieme in famiglia, o almeno così di solito succede, con studenti che tornano tra le braccia della propria casa, della propria stanza, del proprio letto…

Un elevato numero di studenti studia da fuori sede ciò significa che ha abbandonato la propria casa sicura per sfidare in parte la sorte, mettendosi alla prova a kilometri e kilometri di distanza dai propri cari intraprendendo un percorso di studio in città nuove in cui tutto è da scoprire.

Dunque la scelta coraggiosa di studiare da fuori sede può essere presa per gioco, per desiderio di cambiare, di esplorare nuovi confini e tutto ciò è eccitante.. Però quasi subito ci si rende conto che studiare lontano dalla propria abitazione è tutto altro che una passeggiata.

Già i primi giorni si inizia a soffrire della mancanza dei propri cari e delle proprie abitudini, ci si trova catapultati in realtà che non sono nostre, che abbiamo desiderato ma non ci appartengono e spesso ci si ritrova a rimpiangere la propria routine…

Dopo i primi momenti di sconforto arriva la ‘quiete’ .. ci si inizia ad abituare a diventare indipendenti, si inizia a crescere forse più velocemente di quanto non fanno quei studenti che rimangono al riparo nelle proprie casette..

Ma la ‘quiete’ non dura molto perchè  come un istinto animalesco si avverte un’esigenza  che non puoi reprimere, il desiderio di tornare a casa , là dove sono le tue radici, si ripresenta con frequenza anzi forse è sempre costante ma non si manifesta perchè sembra paradossale ma si è comunque felici di vivere da soli, di autogestirsi!

Tornando al tema delle festività posso affermare per esperienza personale e non, che è un ottimo motivo (o scusa?) per tornare a casa dai propri affetti. Molti se non tutti gli studenti fuori sede optano per questa scelta! Ma vi sono anche alcuni che non possono tornare a casa per svariati motivi: economici, lavorativi..

Quello che desidero sottolineare è il disagio di quegli studenti che si ritrovano a  ‘ri-abbandonare’ di festività in festività la loro casa d’origine.

Tornare a casa è bellissimo, sei felice, hai dei sogni, delle speranze e poi concretamente hai la tua famiglia, i tuoi amici di sempre, hai la tua infanzia e adolescenza.. hai ricordi insomma. Ti educhi nuovamente alla tua casa. Il problema è che i giorni quando stai bene passano in fretta e spesso ti ritrovi a dover partire o essere in viaggio senza neppure rendertene veramente conto.

E’ un piccolo ma non debole shock.. certo, le scelte che si sono fatte non vengono rinnegate ma avvolte tutti hanno certamente avuto qualche piccolo ripensamento ( io l’ho avuto quando ho capito che se volevo mangiare dovevo imparare a cucinare !!) credo però che qualunque scelta le persone facciano questa sarà sempre soggetta a dubbi e interrogativi sull’alternativa che ogni decisione da prendere comporta.

Le vacanze pasquali che stiamo vivendo per molti studenti sono un ritornare alla propria terra, questo porterà gioia a loro e alla loro famiglia ma le cose belle si sa sono destinate a durare poco per qualche strana e forse sensata regola della natura, e presto si ritroveranno nuovamente con una valigia in mano per tornare alla loro nuova quotidianità…

Da studentessa fuori sede quale sono posso mi sento di affermare che tutte le volte che si lascia la propria casa d’origine è un colpo al cuore durissimo, credo che mai ci si abitui a tale abbandono, ad ogni età, in ogni periodo festivo o meno partire per studiare lontano da casa non sarà mai neppure comparabile con il ritornare in quella nostra casa.. forse semplicemente perchè appunto, quella è la nostra casa!

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