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21 aprile 2012

L’Unifi rifà il look allo scolmatore di Pontedera

I rendering appesi nell’aula tesi del complesso fiorentino di Santa Teresa non lasciano dubbi: il  futuro di Pontedera corre lungo i binari a fianco dello scolmatore d’Arno, ribattezzato dagli studenti della Facoltà d’Architettura di Firenze “infrastruttura di relazioni per Pontedera”.

E’ questo titolo del progetto al centro delle tesi di sei studentesse fiorentine, presentato la scorsa settimana durante la sessione di laurea presieduta dai docenti Nicola Marmugi e Antonio Capestro nell’ambito del progetto promosso da Dipartimento di Architettura in Disegno, Storia e Progetto con il patrocinio della Regione per dare un nuovo volto alla mobilità toscana. Sulle pareti dell’aula tesi in via della Mattonaia, i fogli A3 con le rese grafiche del futuro del trasporto pontederese.

Come il nuovo scalo merci ferroviario progettato da Valeriana Senese, studentessa 25enne, che illustra una piattaforma per la gestione delle merci del Chiesino coperta interamente da una tettoia di erba verde. Zero impatto ambientale e massimo rispetto del territorio.

Lo scolmatore di Pontedera – spiega il responsabile del progetto Antonio Capestrorappresenta una tracciato ideale a fianco del quale stendere una linea di binari che permetta di decongestionare il traffico merci e passeggeri su gomma e rotaia di Pisa e raggiungere brevemente Livorno e Firenze, città per la quale l’arrivo dei binari è previsto fin dentro l’aeroporto.   Il tratto di ferrovia parallelo allo Scolmatore – prosegue – rischia di costituire una frattura, dividendo in due Pontedera. L’obiettivo è trasformare la barriera in un’occasio­ne progettuale per la città, superando l’effetto cesura dello Scolmatore creando una nuova cen­tralità urbana, includendo nel sistema quei luoghi che finora sono stati allontanati dalla vita cittadina”.

Agli studenti l’onere e l’onore di colmare questo gap, occupandosi della progettazione delle aree tematiche che nasceranno lungo i 16 km di tragitto.

La filosofia alla base dei lavori – commenta Marmugiè stata quella di conciliare infrastrutture e natura, trasformandole da ‘non luoghi’, ambienti recintati e di  passaggio a veri e propri spazi vivibili in armonia con le vecchie strutture e l’ambiente che le circonda”.

Una prospettiva olistica, quella dei docenti fiorentini riflessa dai progetti di Chiara Statini, Stefania Nannelli, Giulia Nerbini, Irina Meschi e Irene Labella che hanno ripensato lo scolmatore dalla A alla Z. A partire dal Parco Urbano, futuro polmone fieristico e nodo di interscambio per i viaggiatori  che sorgerà nell’area della nuova Stazione Centrale lungo la direttiva  Pontedera – Fornacette.

Progetto a cui si affianca il Parco Agricolo – spiega –  per lo sviluppo e il ri­pristino di vigneti, oliveti, frutteti, ti­pici del territorio collinare, valorizzando il patrimonio agricolo con atti­vità didattiche relative all’agricoltura e all’educazione”.

A chiudere l’opera di riqualificazione il Parco Espositivo localizzato tra le due aree indu­striali più importanti della città, Piaggio e il polo di Gello, “che costituirà  – continua – una sorta di vetrina per la produzione, permettendo alle varie aziende indu­striali e agricole di esibire la propria produzione” e quello Energetico con cui i giovani architetti prevedono di riorganiz­zare l’attuale discarica ottimizzandone l’assetto e li­mitandone l’ espansione. “Al suo interno – conclude – sorgeranno strutture di ricerca relative a fonti di energia rinnovabili legate all’agricoltura, residenze e alloggi per studenti e ri­cercatori“.

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