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18 aprile 2012

Studenti a bordo per ricordare il Titanic: iniziative e storie all’Università di Pavia

Studenti a bordo per ricordare il Titanic
Studenti a bordo per ricordare il Titanic

Studenti a bordo per ricordare il Titanic

Studenti a bordo per ricordare il Titanic grazie al centro di Ricerca per la Storia della Tecnologia dell’Università di Pavia, in collaborazione con l’Institution of Engineering and Technology (IET), Sistema Museale d’Ateneo.

Cento anni fa, nella notte tra il 14 ed il 15 aprile, il Titanic, transatlantico che la stampa aveva definito “inaffondabile”, a soli quattro giorni dall’inizio del viaggio inaugurale, affondava nelle acque dell’Oceano Atlantico dopo l’urto con un iceberg.

Nel mondo alcune università ricordano la tragedia in occasione del centenario.

Tra queste l’italiana Università di Pavia, nell’ambito della XIV Settimana della Cultura (14-22 aprile) rievoca la tragedia: 1912Titanic2012 è il titolo della serie di eventi ospitati nel Museo della Tecnica Elettrica nel corso della settimana, incentrati sull’importanza che il telegrafo di Marconi ha avuto nella tragedia. Esso ha infatti permesso di mantenere le comunicazioni con le navi vicine salvando quindi i superstiti sulle scialuppe e di far arrivare la notizia dell’affondamento sulla terraferma.

Ad organizzare l’iniziativa è il Centro di Ricerca per la Storia della Tecnologia dell’Università di Pavia, in collaborazione con l’Institution of Engineering and Technology (IET), Sistema Museale d’Ateneo, A.R.I. (Associazione Radioamatori Italiani) Sezione Vigevano, Associazione Rover Joe e con i Sigg. Claudio Gilardenghi, Claudio Bossi e Mario Salussolia. Sono previste conferenze e mostre. Il pubblico avrà inoltre la possibilità di entrare nella sala radio del Titanic, riprodotta in scala uno ad uno, e vedere le tecnologie all’avanguardia dell’epoca: in essa arrivarono gli avvisi di iceberg dalle altri navi che furono in parte ignorati dal capitano E. J. Smith.

Singolare la mostra allestita dall’Università della Pennsylvania per il centenario del disastro. Protagonisti sono i dodici cani a bordo del transatlantico, vittime dimenticate della tragedia. Solo tre di essi, i cui proprietari erano in prima classe, si salvarono: Lady, un pomerania di Margaret Bechstein Hays, una newyorkese di 24 anni, un altro pomerania di Jane Elizabeth Anne Rothschild, moglie del magnate dell’abbigliamento Martin Rothschild, perito nel naufragio, e Sun Yat-Sen, il pechinese di Henry Harper, erede della casa editrice Harper & Row e di sua moglie, Myna Harper. Molti cani furono lasciati nelle cabine, altri abbandonati al proprio destino. Ann Elizabeth Isham, passeggera cinquantenne, si rifiutò di salire sulla scialuppa senza il suo alano: il corpo della donna fu rinvenuto al largo, accanto a quello del suo cane.

Studenti a bordo del Titanic: iniziative e storie all’Università di Pavia – Unipv

Studenti a bordo del Titanic e migliaia di storie si incrociarono sui ponti; molte di esse affondarono con il transatlantico alle 02:20 del 15 aprile 1912. C’erano anche alcuni studenti tra i passeggeri. Tra questi Rossmore Edward Abbott: dopo il divorzio dei genitori fu costretto a trasferirsi in Inghilterra, lasciando la Oxford Street School in America dov’era uno studente modello e dove aveva anche ricevuto il premio Anthony Medal. Passeggero di terza classe, salì sul Titanic per tornare in America con la madre ed il fratello più piccolo Eugene, contento di ritrovare la scuola e gli amici che aveva lasciato un tempo. Aveva 16 anni al momento del naufragio: con la madre ed il fratello, Rossmore si lanciò dalla nave. La madre riuscì ad aggrapparsi ad una scialuppa, ma i due figli no. Il suo corpo venne rinvenuto ed identificato alcuni giorni dopo.

Viaggiava sul Titanic anche il diciassettenne argentino Edward Samuel Andrew, studente a Bournemouth, in Inghilterra, che doveva tornare in America per il matrimonio del fratello e per iniziare un lavoro. Aveva acquistato il biglietto su un altro piroscafo, la Oceanic, ma a causa dello sciopero del carbone,  fu costretto a ripiegare il passaggio sul Titanic. Non sopravvisse al naufragio ed il suo corpo non fu mai rinvenuto. Nel 2001 vennero ritrovati nel relitto la sua valigia ed il cappello.

Aveva 24 anni Quigg Edmond Baxter, brillante giocatore di hockey e di calcio. Nato in una ricca famiglia canadese, aveva frequentato le migliori scuole e si era iscritto alla McGill University, che aveva lasciato per visitare l’Europa con la madre e la sorella, assieme a lui sul transatlantico. Con loro c’era anche la fidanzata, una cantante francese di cabaret col nome d’arte Berthe, che il giovane avrebbe voluto presentare in famiglia al termine del viaggio. Quella tragica notte, Quigg fece in modo che la madre, la sorella e Berthe salissero su una scialuppa e le salutò per l’ultima volta.

Erano 2.223 le persone a bordo dell’“inaffondabile”: 1.517 vite furono spazzate via dal disastro e solamente 706 tra passeggeri e membri dell’equipaggio riuscirono a salvarsi portando per il resto della vita i segni indelebili che la più grande tragedia nella storia della navigazione ha lasciato loro sul corpo e nell’animo.

Ci sono storie che non possono e non devono essere dimenticate: quella del Titanic è una di queste.

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