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18 aprile 2012

Tragedia in un liceo palermitano: in fin di vita uno studente

Si lancia da una finestra del secondo piano e riporta un violento trauma cranico: è accaduto al liceo scientifico Cannizzaro di Palermo.

Un ragazzo sereno, tranquillo e riservato. Così lo hanno descritto i compagni di classe. Ma L.P, queste le iniziali del ragazzo, ha voluto compiere un gesto estremo: quello di gettarsi da una finestra del secondo piano dell’istituto Cannizzaro di via Generale Arimondi, la scuola palermitana che frequentava.

Il quattordicenne, al suono della campanella, si sarebbe rifiutato di uscire dalla classe, dicendo ai suoi compagni di dover aspettare una persona. Ma, non appena solo, avrebbe compiuto l’inspiegabile gesto di buttarsi giù dalla finestra, provocandosi così un forte trauma cranico.

Immediati i soccorsi, che l’hanno trasportato d’urgenza all’ospedale Villa Sofia, dove si trova tutt’ora in condizioni molto gravi: oltre al trauma cranico-facciale, il ragazzo ha infatti riportato anche la frattura di alcune vertebre cervicali e lesioni ai polmoni. Ad assisterlo i genitori, increduli e addolorati per il gesto compiuto dal figlio, a cui nessuno sa dare una spiegazione plausibile.

I compagni del ragazzo hanno raccontato, subito dopo il tragico accaduto, che durante la mattinata non era successo nulla di particolare al ragazzo: era stato interrogato in matematica e la professoressa aveva deciso di dargli un’altra possibilità, non mettendogli il voto, data la non troppo brillante performance. Cose che accadono normalmente nella vita di un quattordicenne. Ma il preside dell’istituto ha affermato di aver trovato, in un libro di storia lasciato in classe dal ragazzo, alcune riflessioni scritte di suo pugno sull’ “inutilità della vita”.

E ora ci si domanda se il gesto disperato compiuto da questo ragazzo, ormai ridotto in fin di vita, non sia da interpretare come un tentativo di suicidio dettato dalla depressione, o da altre ragioni ancora ignote.

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