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15 aprile 2012

Uniss: Cromosoma XX, Cina e dintorni.

Inutile sgranare gli occhi sugli estremismi, sulla volgarità, sull’estetica forzata, sulle stranezze che poi tanto stranezze non sono e che non riusciamo a qualificare come normalità. In fondo, cosa è normale?

I punti di vista variano dalle angolazioni terrestri, dall’inclinazione dell’asse e dallo scontro-incontro con le altre culture. Si dovrebbe periodicamente immergersi in un latte culturale, giusto per rinsavire la mente, dilatarla, idratarla come la pelle di Poppea. Senza impazzire.

L’affollamento urbanistico e il suo assembramento caotico ha reso la vita un atto di sopravvivenza.
Si sopravvive.
Così, in quei Paesi in cui sopravvivere è ancora più difficoltoso si arriva a quello che è stato definito “genericidio”.

A pensarci bene, laddove sussistono quelle pratiche medievali, quali la dote, l’infibulazione, la scarsa considerazione della donna vista neanche più come strumento di procreazione, si consumano veri e propri genocidi.

In Cina, in India, dove l’industrializzazione esasperata ha reso inumana l’esistenza, dove tra i tradizionalismi si fanno spazio le tecnologie occidentali, la donna non ha difese. Il connubio tra modernizzazione e pratiche ataviche ha prodotto infami frutti.

A spiegare di tali deformazioni sarà, in data 18 aprile nell’Università di Sassari una conferenza dedicata alle donne, alle scrittrici cinesi, all’individuo come tale in luoghi come celle, per noi esotici, e misteriosi che si cerca di scoprire.

Silvia Pozzi dalla sua esperienza in letteratura cinese contemporanea, illustrerà la condizione femminile in Cina dove la pratica degli aborti selettivi si è diffusa intorno agli anni Ottanta. Il forte sistema patriarcale, di impronta maschilista, che vige in molti paesi orientali (anche europei, come l’Albania) i culti religiosi, la politica del figlio unico sono le cause della selezione. Si preferiscono i maschi, gli eredi al trono, si lasciano alla negligenza le bambine, cresciute da un clan e poi, una volta sposate con dote, assorbite in un altro.

Scegliere di procreare in base al sesso ha provocato la morte di 100 milioni di donne, ossia il numero di donne presenti in Italia, Francia e Germania insieme.  Si potrebbe puntare alla riflessione di tali paesi a una eticità che è difficile da spiegare e da  trasmettere, soprattutto se vengono colpite tradizioni o linee di pensiero radicate nel tempo e non facili da contrastare.

 

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