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7 aprile 2012

Università di Padova: Psicopatologia e cinema

Una rassegna cinematografica per discutere la psicopatologia. E’ questa l’ultima trovata dell’Università degli Studi di Padova.

Un modo nuovo e interessante dunque per trattare le psicopatologie: parlarne attraverso i film.

Ogni appuntamento proporrà un film il cui soggetto si basa su un tema cardine della psicopatologia. Il cinema infatti permette non solo di condividere la visione di un film, ma anche di confrontarsi con una serie di immagini che costituiscono vari aspetti della psicopatologia e della sua rappresentazione sul grande schermo.

E’ in programma per martedì 10 aprile il primo appuntamento del ciclo Psicopatologia e cinema, organizzato in collaborazione con la Clinica Psichiatrica dell’Università di Padova e Telefono Amico.

Apparato psichico, inconscio, trauma, sogno, difese psicologiche, crescita psico-affettiva, sono questi i temi che verranno affrontati nel corso della rassegna, attraverso dibattiti e film significativi.

La psicoanalisi rappresenta non soltanto una tecnica terapeutica, ma anche una teoria ed un pensiero che dà senso ai comportamenti e i sentimenti, arricchendo di significati l’esperienza umana e le sue relazioni.

L’incontro si terrà presso l’Aula Morgagni del Policlinico universitario, via Giustiniani 2, in cui verrà proiettato il film “Valzer con Bashir” di Ari Folman (2008), seguito dal dibattito “L’inconscio – trauma e rimozione”.

“Valzer con Bashir” è un film che si serve di una animazione scarna ma efficace per raccontare la guerra in Libano e un passato rimosso. Una notte, in un bar, un amico confessa al regista israeliano Ari Folman un suo incubo ricorrente: sogna di essere inseguito da 26 cani inferociti.

Ha la certezza del numero perchè, quando l’esercito israeliano occupava una parte del Libano, a lui, era stato assegnato il compito di uccidere i cani che di notte segnalavano abbaiando l’arrivo dei soldati. I cani eliminati erano giustappunto 26. Folman si rende conto di aver dimenticato tutto quanto accaduto durante quei mesi che condussero al massacro portato a termine dalle Falangi cristiano-maronite nei campi di Sabra e Chatila.

A quel punto Folman comincia ad intervistare i vecchi compagni d’armi per intraprendere un viaggio nella memoria che porterà tutti loro a ricordare quei fatti dolorosi. Decide cioè che inanellare le interviste porterebbe a realizzare un documentario rivolto a un pubblico di nicchia. Racconta allora una realtà orrenda che, proprio perchè tale, era stata espunta dal ricordo del singolo e della collettività. Non è un caso che il primo amico a cui Folman si rivolge dopo aver avuto l’idea sia un analista.

La scelta di questo tipo di terapeuta rivela una particolare attenzione dell’autore alla materia ma anche quella che egli sente come una necessità per tutto il suo popolo: una sorta di seduta collettiva che aiuti a fare chiarezza innanzitutto in se stessi.

Le proiezioni saranno precedute da una breve presentazione e seguite da un dibattito sugli aspetti più significativi proposti dalla pellicola sia sotto il profilo artistico che sotto il profilo culturale e scientifico riguardante quadri Psicopatologici particolarmente interessanti.

L’ingresso è gratuito.

E’ possibile scaricare il programma della rassegna dal sito dell’Università di Padova.

Informazioni: Antonio Iovieno  tel. 049 827 6429  email: antonio.iovieno@unipd.it

 

 


 

 

 

 

 

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