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26 Maggio 2012

Aggiungiamo un po’ di curcuma alla tua vita!

La curcuma è il principale ingrediente del curry, mix di spezie largamente utilizzato in India.

E’ conosciuta anche come lo zafferano indiano e le sue proprietà curative sono ben note tra le popolazioni asiatiche: la curcuma è un epatoprotettore e un ottimo antiossidante, nonché fluidificante del sangue.

Eppure fino a pochi giorni fa nessuno avrebbe potuto neppure immaginare che un pizzico di curcuma ogni giorno nei nostri piatti potesse allontanare microbi, causa di fastidiose infezioni intestinali.

La scoperta è stata effettuata da alcuni ricercatori dell’Oregon State University: la curcumina può provocare un incremento dei livelli di una proteina ritenuta strategica per l’immunità innata: il peptide antimicrobico catelicidina (Camp).

L’immunità aspecifica o innata comprende un gruppo di meccanismi di barriera non specifici per un particolare patogeno: anatomica, fisiologica, fagocitaria, infiammatoria.

La barriera anatomica rappresenta la prima linea di difesa nei confronti degli agenti infettanti attraverso la cute e la superficie delle mucose.

La barriera fisiologica comprende il pH, la temperatura corporea, alcuni fattori solubili.

Il basso pH dello stomaco è una barriera innata alle infezioni, in quanto sono pochi i microrganismi ingeriti, che sopravvivono a questo elevato grado di acidità.

La temperatura corporea inibisce lo sviluppo di alcuni germi.

La fagocitosi, operata da cellule specializzate quali Macrofagi, Monociti, Granulociti, Cellule NK, è un altro importante meccanismo innato di difesa grazie alla capacità di riconoscere, ingerire e distruggere particelle o cellule estranee all’organismo.

L’attivazione dell’immunità aspecifica avviene tramite i recettori di membrana, a cui si lega la catelcidina appunto, in grado di riconoscere in maniera non selettiva particelle comuni di microrganismi patogeni, quali Lipopolisaccaridi, glicani, mannani, RNA a doppia elica, e di attivarsi contro di essi.

Fino ad oggi solo per effetto della vitamina D si è potuto misurare un incremento dell’immunità aspecifica , mediata da Camp.

Alla luce di questa scoperta, la ricerca punta su un nuovo modo per regolare l’espressione del gene Camp.

Osserva Adrian Gombart, uno degli autori della ricerca:”E’ possibile che un consumo di curcuma, prolungato nel tempo sia sano e aiuti a proteggere da infezioni, specialmente lo stomaco e il tratto intestinale”.

Nello studio la curcumina ha quasi triplicato i livelli di Camp, peptide antimicrobico che sembra avere la capacità di uccidere una vasta gamma di batteri incluso quelli che causano la tubercolosi, e proteggere contro lo sviluppo di sepsi.

 

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