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3 Maggio 2012

Al cinema per riflettere

Ci si chiede sempre quanto si faccia nelle scuole per proporre vera e propria educazione alla vita al di là dello spesso sterile insegnamento dei fondamentali del calcolo addizionale e della coniugazione del participio; a Bologna si utilizza il cinema, settima arte ormai veicolo della maggior parte dei contenuti d’attualità sia per la facilità di fruizione che per la forza d’impatto delle immagini.

In questo caso la mattina dell‘8 maggio al cinema Lumière verranno proiettati due film di recente produzione riguardanti l’educazione ai diritti umani in linea con il progetto Human Rights Nights di sensibilizzazione nelle scuole.

La prima pellicola, La Communauté, è opera di Laye Gaye,un regista senegalese che ha trovato nella Comunità per minori del Pratello la sua fonte di riflessione; in quest’edificio vengono infatti “ospitati” quei ragazzi per cui il giudice ha previsto una custodia cautelare non essendo il reato passabile di reclusione in una penitenziario minorile. Una sorta di anticamera quindi al cui interno si può imparare qualcosa per evitare di trovarsi un giorno a “sfogliare i tramonti in prigione”, un posto dove il primo e principale insegnamento è quello del rispetto per ogni essere umano. Il regista si è trovato a che fare con ragazzi di cui poteva valutare le impressioni solo affidando loro la macchina da presa facendo di loro registi-attori e annullando così la distanza tra osservatore e osservato,fonte principale di ogni estraniazione e pregiudizio. “A loro non manca niente, solo la libertà. Ma è usandola male che sono finiti qui dentro, che si sono persi. La comunità sta insegnando loro ad usare meglio questo bene, a diventare eleganti nella vita”; sono le parole di Laye Gaye che ha trovato nei ragazzi di via del Pratello un esempio di una delle meno conosciute realtà del sistema educativo.

Mentre il primo film sarà presentato da un ragazzo della stessa Comunità, il secondo rimarrà in continuità con il percorso dei laboratori di Youth & Human Rights mostrandoci le realtà dei ragazzi nati nel nostro paese da genitori immigrati  affrontandone il controverso tema del diritto di cittadinanza; per questi ragazzi infatti la conquista della cittadinanza può arrivare solo dopo il compimento dei diciotto anni e dopo un lungo iter burocratico non sempre coronato dal successo. Il titolo è 18 Ius Soli del regista bolognese Fred Kudjo Kuwornu ed è già stato vincitore del Premio Mutti e presente nella selezione del Festival del Cinema Africano.

A questa iniziativa di “workshop,arte e festa” potranno partecipare tutte le classi che hanno ospitato i laboratori di Youth & Human Rights insieme al Gruppo di Volontariato Civile,per informarsi su tutte le iniziative di Human Rights Night è sufficiente cliccare sul link al sito http://www.humanrightsnights.org/

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