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31 maggio 2012

Ca’ Foscari: apre il campus di San Giobbe

VENEZIA – Giunge a compimento la progettazione partecipata. E Ca Foscari apre il campus di San Giobbe alla città accogliendo praticamente tutte le richieste arrivate durante il percorso di progettazione e riducendo la cubatura degli edifici da costruire in zona.

Ora il nuovo progetto è pronto per concludere liter di autorizzazioni in Comune e, in attesa della graduatoria del Miur che assegna i fondi per la residenzialità studentesca, si prepara a bandire la gara per realizzare lo studentato da 220 posti.

Due le aree interessate dal progetto che completa il campus di San Giobbe dove già nei prossimi mesi verrà avviata la seconda tranche di lavori, vale a dire l’ampliamento della biblioteca di area economica, il restauro dell’ex mulino Pasuello e la realizzazione di spazi per i Dipartimenti.

La prima è quella del giardino dove inizialmente era prevista la realizzazione di un edifico di 700 metri quadri complessivi su due livelli. La costruzione non verrà realizzata e l’intera area resterà a verde pubblico e aperta alla cittadinanza.

La seconda è quella dove sorgerà lo studentato. Al piano terra infatti verrà realizzata una serie di servizi fruibili sia dagli studenti che vivranno a San Giobbe, sia dai residenti della zona. Tutte le funzioni di questi spazi sono state identificate attraverso il percorso di progettazione partecipata.

«L’Università ha preso atto di questa decisione del Comune di avviare una progettazione partecipata sulle aree da destinare a servizi per il cittadino – spiega Andrea Stocchetti, pro rettore allEdilizia dellUniversità Ca Foscari Venezia – Abbiamo compreso fin dall’inizio l’alta valenza civica del processo e una volta pervenuti i risultati del processo i di mediazione, i nostri tecnici hanno lavorato per recepire le richieste conciliandole con i vincoli tecnici posti dal progetto approvato, mantenendo al tempo stesso la compatibilità con le attività accademiche. Abbiamo pensato fosse importante assecondare le richieste del Comune di Venezia perché vogliamo che il campus sia inserito nel miglior modo possibile nel contesto urbanistico in cui si colloca. Con questo investimento restituiamo all’uso pubblico, oltretutto dotandola di elementi che ne arricchiranno la vitalità sociale, un’area degradata che nel passato, prima dell’abbandono, era utilizzata a fini privati».

Oggi ogni giorno, in media, transitano 1.200 studenti  nelle strutture di San Giobbe.

Complessivamente gli spazi dedicati a servizi rivolti agli studenti e aperti alla cittadinanza ricoprono una superficie di 1.386 metri quadrati. I lavori per la realizzazione dello studentato di San Giobbe richiederanno un investimento che si aggira attorno ai 22 milioni di euro.

La prima area che sarà a disposizione degli studenti e dei cittadini del quartiere è quella del giardino, incastonato tra l’ampliata biblioteca di area economica e gli spazi per i Dipartimenti. Si stima che possa essere fruibile nel giro di 20 mesi.

«La città di Venezia conta circa trenta mila studenti e 600 posti letto specificamente destinati – continua Stocchetti – Crediamo sia necessario ridurre il pendolarismo e dare ai nostri giovani universitari possibilità di alloggio a prezzi più vantaggiosi rispetto a quelli offerti da un mercato locativo alterato dai flussi turistici. Per questo d’intesa con l’amministrazione comunale vogliamo insistere sulla residenzialità, una scelta istituzionale con importanti risvolti sociali».

I servizi che saranno presenti nel campus di San Giobbe sono: uno spazio per rappresentazioni/ assemblee / esposizioni /concerti; una sala conferenze e presentazione libri, una caffetteria / piccola ristorazione / internet cafè (bar); una sala riunioni / incontri / corsi; un laboratorio e prove teatrali; una sala prove musicali; un minimarket; un bancomat (nel sottoportico Campo Luganegheri); un distributore farmaci automedicazione; spazi di stoccaggio / magazzini; una piccola biblioteca a scaffale aperto con annessa area lettura; un’area verde; uno spazio per il co-working; una palestra; un laboratorio di canto / arte; un angolo lettura; un’edicola; una saletta polifunzionale.

Le uniche due funzioni che non hanno trovato collocazione sono la nursery-asilo e la lavanderia. Entrambe erano risultate con un indice di priorità basso rispetto alle altre e risultavano di difficile inserimento nel contesto progettuale per via delle loro specifiche caratteristiche.

Il percorso di progettazione partecipata è durato sei mesi. E’ iniziato a novembre 2011 e si è concluso a fine maggio. Sono circa 400 le persone che hanno partecipato ai sei incontri pubblici e altrettante quelle contattate in varie forme dai mediatori che hanno seguito tutto il processo.

 

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