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26 Maggio 2012

Cellule personalizzate per curare il cuore

L’infarto miocardico acuto è una patologia molto frequente nel mondo occidentale e colpisce maggiormente gli uomini under 60 e le donne già in menopausa. In seguito ad un infarto il cuore rimane estremamente danneggiato, pertanto necessita di una riabilitazione cardiologica e di speciali trattamenti che lo proteggano da ulteriori rischi.

Gli studiosi si impegnano particolarmente per riuscire a trovare metodi efficaci che riescano a ridurre al minimo il rischio di un eventuale nuovo infarto in soggetti già precedentemente colpiti da questa sindrome, e i risultati incoraggianti delle ricerche non mancano.

Direttamente dall’Israele giunge, infatti, una nuova tecnica elaborata dal Technion-Israel Institute of Technology di Haifa, che prevede la creazione di cellule personalizzate in grado di riparare il cuore danneggiato dall’infarto.

La ricerca, pubblicata sull’European Heart Journal, è stata condotta prelevando alcune cellule cutanee da due pazienti di 51 e 61 anni. All’interno di queste cellule i ricercatori hanno inserito delle cellule con caratteristiche staminali chiamate hiPSCs, in grado di riportare le cellule ad uno stato simile a quello embrionale.

Dalle hiPSCs i ricercatori hanno ricavato i cosiddetti cardiomiociti, cioè le tipiche cellule cardiache, e li hanno trapiantati all’interno del cuore di alcune cavie: lì le cellule si sono integrate e sviluppate, rigenerando così il tessuto del cuore.

Al momento gli scienziati si sono limitati a sperimentare questa tecnica esclusivamente sui topi, mentre si dovrà attendere ancora un po’ per la sperimentazione sull’uomo. Tuttavia i ricercatori confermano che questi risultati possono costituire un tassello importante nel campo della medicina cardiaca rigenerativa, in netto sviluppo negli ultimi anni.

Gli studiosi, infatti, affermano che la pelle in un futuro non molto lontano potrà davvero essere considerata come una nuova fonte di cellule cardiache ottenute direttamente dal paziente colpito da infarto. Tuttavia, rimuovere i tessuti danneggiati e ottenere nuove cellule richiede almeno qualche settimana di tempo, pertanto l’intervento di riparazione non potrà comunque essere effettuato in tempi brevi.

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