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Vince la Piccola Sofia sui dubbi degli scienziati. La piccola Sofia riprende le cure “Metodo Stamina”. Il Parere del Dott. De Francesco

Redazione Controcampus 23 Marzo 2013
R. C.
29/03/2024

Negli ultimi tempi, gli italiani si sono commossi dinanzi al dramma della piccola Sofia, bambina toscana affetta da leucodistrofia metacromatica, la quale, a causa di una serie di cavilli burocratici e giudiziari, rischia la vita.

Da circa un anno, i medici hanno diagnosticato alla piccola Sofia questa rarissima e straziante malattia, dando inizio al triste calvario della famiglia De Barros. Nel giro di poco tempo, i genitori, sono stati resi edotti sull’esistenza di un’unica strada da percorrere: quella relativa alle cellule staminali ed al Metodo Stamina del Dott. Vannoni. Un metodo che ha ottenuto risultati certificati da diversi istituti scientifici. Ma si tratta di una strada in salita.

In Italia, infatti, la Commissione Scientifica del Ministero della Salute ha espresso parere a dir poco negativo in merito alla terapia Stamina, dichiarando, al contempo, inagibile la struttura ospedaliera di Brescia presso la quale viene eseguita. A fargli eco sono l’Agenzia Italiana del Farmaco e la Procura di Torino. Ad ogni modo, grazie al contributo offerto da Giulio Golia delle Iene e da molti artisti ed intellettuali italiani, alla piccola Sofia sono state somministrate due iniezioni della terapia sperimentata da Vannoni.

Grazie a tali iniezioni, la piccola Sofia, ha avuto dei miglioramenti immediati e costanti. Ed è soprattutto in virtù degli evidenti e palpabili benefici offerti dal Metodo Stamina, che, oggi, l’Italia intera attende con impazienza che alla piccola Sofia venga fatta la terza iniezione: un’iniezione necessaria per la sua salvezza.

Ad ogni modo, di recente il Consiglio dei Ministri ha adottato un Decreto ad hoc che autorizza il ripristino dei protocolli di terapia relativi al Metodo Stamina, per i pazienti che abbiano già intrapreso le cure. Dunque,  la piccola Sofia, finalmente, potrà riprendere le cure ed iniziare un nuovo percorso di miglioramento.

Al fin di comprendere al meglio l’importanza delle cellule staminali ed, al contempo, la funzione terapeutica del Metodo Stamina del Prof. Vannoni, abbiamo deciso d’intervistare il Dott. Francesco De Francesco, Medico Chirurgo, Specialista in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva e ricercatore volontario in tema di cellule staminali adulte da tessuto adiposo.

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 Dott. De Francesco, Qual è la Sua opinione in merito all’impiego delle cellule staminali?

Dott. Franncesco De Francesco

Dott. Franncesco De Francesco

“Il compartimento staminale, ormai identificato per ogni tessuto, è costituito da una sottopopolazione di cellule piuttosto rare, dotate della prerogativa esclusiva di autorinnovamento e di persistenza per tutta la vita nell’individuo. Tali cellule di solito mantengono le proprie caratteristiche di staminalità rimanendo confinate in nicchie anatomiche che ne garantiscono ed esaltano le capacità di autorinnovamento, ma sono anche in grado di allontanarsi dalla loro sede elettiva ed intraprendere un processo migratorio di crescita di tipo differenziativo che le porta a generare gli elementi differenziati, quelli che formano la maggior parte dei tessuti che compongono un organo.

Sicuramente, le cellule staminali rappresentano la medicina del futuro, una medicina assolutamente pionieristica in cui ancora tanto è da capire e da scoprire affinché queste possano essere utilizzate nella pratica clinica. Di fatto ad oggi, il trapianto di midollo osseo è a tutti gli effetti un trapianto di cellule staminali mesenchimali, quindi per alcune patologie è una terapia già lungamente utilizzata. Discorso a parte merita il trapianto di cellule staminali mesenchimali adulte, il cui utilizzo ad oggi è ancora sotto osservazione da parte della comunità scientifica. Sicuramente, nel futuro, si arriverà ad utilizzarle ma ad oggi la strada è ancora lunga”.

Che cosa ne pensa del Metodo Stamina? Per quale ragione, secondo Lei, La Fondazione Theleton, una delle principali charity italiane, si è schierata contro Vannoni e le staminali?

Davide Vannoni - Stamina Foundation

Davide Vannoni – Stamina Foundation

“In un’intervista a Repubblica, il prof. Vannoni spiega in cosa consiste la sua terapia: “utilizziamo le cellule staminali prelevandole dalla parte spugnosa dell’osso, dal bacino, e le lavoriamo in modo che abbiano una grande quantità di cellule progenitrici. Chiunque può donarle perché non c’è alcun rigetto. Ogni coltura ha 5 differenti tipi di cellule, ognuna con la sua funzione: le progenitrici sono le più importanti perché rigenerano i tessuti danneggiati, poi ci sono le immunoregolatrici che regolano il sistema immunitario, quelle che ricreano i vasi sanguigni, quelle che difendono dal sistema immunitario, e quelle antinfettive che combattono le infezioni. Per garantire la sicurezza del trattamento, le cellule sono testate 5 volte prime di essere iniettate, per verificare che non ci siano funghi batteri e contaminazioni”.

La vicenda Stamina potrebbe diventare un nuovo caso Di Bella, ma questo non è stato l’unico; ad esempio nel 1975 un medico austriaco iniettava cellule staminali in bambini con la sindrome di Down. Ad oggi mancano dati scientificamente validi che provino l’efficacia del metodo Stamina. Proprio per questo la scienza si è data delle regole per le sperimentazioni cliniche, a garanzia dei pazienti e della ricerca ed uscire dalle regole vuol dire mettere a rischio la salute dei pazienti e rischiare di non vedere l’eventuale efficacia della terapia.

Molti di questi concetti sono stati espressi anche da Telethon, che da anni è impegnata nella ricerca contro le malattie neurodegenerative e quindi vede nel metodo Stamina un danno alla credibilità della ricerca. C’è da affermare anche che, purtroppo, dietro queste grosse fondazioni si nascondono anche interessi privati che esulano dal campo scientifico. La ricerca non è privata, la ricerca deve essere effettuata nei luoghi pubblici e nelle università. E’ ridicolo che un ente privato riesca ad avere fondi di ogni genere mentre le università italiane sono allo sbando e rischiano di vedersi chiudere molti laboratori perché lo stato non è in grado di garantire la loro sopravvivenza, così come è ridicolo che molti giovani laureati sono costretti a rinunciare al loro sogno di poter effettuare ricerca sperimentale o clinica perché, allo stesso modo, non vi sono fondi per permettere loro di lavorare in istituti pubblici e molto spesso sono costretti ad andare all’estero o ancora peggio devo essere assunti da charity private che effettuano la ricerca con il solo scopo di poter “vendere” il loro farmaco oppure il loro protocollo”.

La piccola Sofia, purtroppo, è paralizzata a causa di questa rarissima malattia. Potrebbe esprimere un’opinione scientifica in merito alla Leucodistrofia Metacromatica?

Metodo Stamina

Metodo Stamina

“La leucodistrofia metacromatica è una malattia neurodegenerativa, caratterizzata dall’accumulo di solfatidi nel sistema nervoso e nei reni. Ne esistono diverse forme. La loro incidenza varia tra 0,5 e 1 su 50.000 casi. La forma più frequente è quella ad esordio nella tarda infanzia in cui il piccolo manifesta i primi sintomi nell’età in cui inizia a camminare, con ipotomia, difficoltà alla deambulazione, atrofia ottica e regressione motoria che precede il coinvolgimento mentale. La malattia progredisce nell’arco di pochi anni fino allo stadio della decerebrazione, con decesso entro i 5 anni dalla comparsa dei primi sintomi. Purtroppo ad oggi non è disponibile un trattamento specifico. Nei pazienti affetti dalla forma a esordio nella tarda infanzia deve essere preso in considerazione il trapianto di midollo osseo, prima della comparsa dei sintomi, al fine di stabilizzare il quadro neurocognitivo. Tuttavia, la sua efficacia non è garantita. Attualmente è in fase di studio la terapia enzimatica sostitutiva”.

In Italia, la legislazione sulle cellule staminali impone che siano stanziati fondi governativi per le ricerche soltanto a patto che queste non diano vita alla distruzione degli embrioni. Cioè, l’estrazione di cellule staminali da embrione umano è vietata dalla legge italiana, ma i centri di ricerca potrebbero acquistare embrioni all’estero ed impiegarli in Italia. Secondo Lei, è verosimile ipotizzare che la legislazione italiana in merito alle cellule staminali sia un po’ troppo retrograda rispetto al resto del mondo? Come giudica questa titubanza in merito alle staminali?

Ricerca

Ricerca

“Tralasciando la questione morale oppure etica, la ricerca sulle cellule staminali embrionali, non prevista dal nostro paese ma prevista in altri paesi, non ha una finalità terapeutica, in quanto la cellula staminale embrionale è dotata di un proprio HLA1 quindi laddove fosse impiegata nella pratica clinica, il paziente necessiterebbe di effettuare a vita trattamenti immunosoppressivi con la ciclosporina. Altro punto a sfavore della ricerca sulle cellule staminali embrionali, a mio parere, riguarda il fatto che essendo cellule molte “alte” ovvero molto indifferenziate da un lato sono più propense a sviluppare teratomi (quindi tumori) ma hanno un comportamento uguale a qualsiasi altra cellula staminale embrionale di mammifero, come ad esempio il topo. Pertanto, ad oggi la ricerca sulle cellule staminali embrionali ci fornisce solo informazioni di carattere teorico riguardo il differenziamento e la “costituzione” di un individuo adulto senza alcuna finalità terapeutica. Al contrario, invece, delle cellule staminali adulte che non necessitano di terapie immunosoppressive quando utilizzate, come si vede per il trapianto di cellule staminali da midollo osseo. Pertanto, ritengo che gli altri paesi hanno sprecato enormi risorse economiche per studiare un qualcosa che non ha finalità terapeutiche ma solo scientifiche. Io credo che i ricercatori italiani siano molto all’avanguardia per le conoscenze sulle cellule staminali adulte, peccato però che l’Italia non eroghi fondi statali a sufficienza per effettuare queste ricerche”.

Di recente, Nanni Costa, Presidente del Comitato trapianti del Consiglio d’Europa e dell’Iss, ha avuto modo di sintetizzare i punti salienti dell’ultima e fondamentale relazione sulle staminali redatta da Massimo Dominici, dichiarando che: “ il metodo Stamina è pericoloso per la salute perché ai pazienti è inoculato materiale biologico prelevato dallo stesso malato o da terze persone, con il rischio di contagio batterico e virale”. Dott. De Francesco, al di là dei suoi effetti apparentemente benefici, è verosimile ipotizzare che, in realtà, il Metodo Vannoni presenti anche degli effetti collaterali?

laboratorio di ricerca

laboratorio di ricerca

“Il problema non è che il metodo Vannoni presenta degli effetti collaterali, il problema è che le cellule staminali possono presentare dei problemi se non correttamente utilizzate o se non si conosce esattamente il loro comportamento applicato alla pratica clinica. Una teoria, oggi sostenuta da un numero sempre crescente di prove sperimentali, suggerisce che questo serbatoio di cellule, destinate a dividersi periodicamente durante tutta la nostra esistenza, costituisca terreno fertile per la trasformazione tumorale: infatti, per diventare cancerosa, la cellula deve accumulare mutazioni successive e quindi andare incontro a numerosi cicli di duplicazione del DNA; deve, in altre parole, poter contare su un’immortalità replicativa che è caratteristica delle cellule staminali, ma non delle cellule differenziate. Per questo motivo, si deve dare massima attenzione all’utilizzo delle stesse. D’altro canto è importante che vengano approntati trials clinici adatti affinché si ponga in essere il giusto monitoraggio scientifico e clinico dei pazienti eventualmente trattati con le cellule staminali. In ogni buon conto, non è pensabile che la legge vieti un cittadino di poter liberamente scegliere il tipo di trattamento convenzionale o non convenzionale che intende praticare per la propria patologia, sia che si tratti di un trattamento di tipo “compassionevole” o di un trattamento non scientificamente provato”.

L’opinione scientifica espressa dal Dott. De Francesco ha il pregio di porre l’accento sia sull’importanza della ricerca sulle cellule staminali, sia sui rischi connessi ad un loro utilizzo inesatto. Ad ogni modo, le cellule staminali rappresentano una speranza di vita per tutte le persone le quali, come la piccola Sofia, si trovano in una condizione in cui le attuali terapie non sono in grado di dare risultati soddisfacenti.

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto. Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo. Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics). I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto