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23 marzo 2013

Metodo Stamina. Decreto Governo: SI al metodo stamina, Nuove speranze per la piccola Sofia. Intervista a Vannoni

Metodo Stamina

Metodo Stamina

Metodo Stamina: un Decreto riaccende la speranza per la piccola Sofia e per i genitori provati.

Sofia, la bambina farfalla descritta con dolcezza ed intenso amore dalla Madre Caterina nel libro “Voa Voa”, potrà, finalmente, ritornare a volare, libera da cavilli burocratici, al fianco dei suoi coraggiosi genitori. A stabilirlo è un Decreto del Consiglio dei Ministri.

La piccola Sofia, potrà riprendere le cure ed iniziare un nuovo percorso di miglioramento. Caterina Ceccuti e Guido De Barros, genitori della bambina toscana affetta da leucodistrofia metacromatica, staranno tirando un sospiro di sollievo. Sofia potrà terminare la cura presso l’Ospedale di Brescia, assistita dal Prof. Davide Vannoni, ideatore del Metodo Stamina.

Di recente, il Consiglio dei Ministri ha emanato un Decreto ad hoc che autorizza il ripristino dei protocolli di terapia relativi al Metodo Stamina, per i pazienti che abbiano già intrapreso le cure. Si tratta, senza ombra di dubbio, di una buona notizia. Una notizia che, tuttavia, al di là del bene e del male, non appare in grado di soddisfare le esigenze di tutti i pazienti. Infatti, soltanto coloro i quali abbiano già iniziato la terapia Stamina, potranno fruire delle nuove infusioni (si tratta di una trentina di persone). Pertanto, il problema relativo alle cure compassionevoli della Stamina Foundation Onlus resta in piedi per migliaia di pazienti. Ad ogni modo, questo intervento normativo simboleggia un primo ed importante passo verso il progresso.

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Davide Vannoni - Stamina Foundation

Davide Vannoni – Stamina Foundation

Al fin di comprendere al meglio la validità e la funzionalità del Metodo Stamina ed, al contempo, di far luce sul dramma della piccola Sofia De Barros, abbiamo deciso di contattare il Prof. Davide Vannoni, ideatore della cura a base di staminali e docente presso l’Università di Udine e Presidente della Stamina Foundation Onlus.

Dott. Vannoni, potrebbe renderci edotti sulle condizioni di salute della piccola Sofia ed, al contempo, sull’importanza del Metodo Stamina?

“In questo momento, la piccola Sofia è rientrata in cura. Di recente, è stato emanato un Decreto in merito e, pertanto, ci auguriamo che tra una decina di giorni Sofia ci darà delle piccole ma significative soddisfazioni. Il mio augurio, ovviamente, è di poterla recuperare. Le nostre sono cure compassionevoli. Noi non stiamo rincorrendo un risultato, ma stiamo attendendo delle risposte. Tuttavia, mi stupisce il decreto di ieri. Reputo aberrante ed incostituzionale la possibilità di ammettere le cure soltanto per 30 pazienti. E gli altri 9000 cosa dovrebbero fare? La salute è un diritto costituzionale e, pertanto, non credo che tale decreto rappresenti una valida soluzione”.

Qual è la Sua opinione in merito alle dichiarazioni che Theleton ha mosso nei riguardi del Metodo Stamina?

“Prima di tutto, bisogna sottolineare un dato importantissimo. In Italia esistono diverse associazioni di malati. Queste non dovrebbero avere alcun tipo di legame istituzionale con Theleton. Invece, Fontana, Presidente dell’Uildm, è uno dei membri del Comitato Scientifico di Theleton. Quindi esiste un palese conflitto d’interesse. Theleton è un Ente monopolistico che gestisce la quasi totalità delle malattie rare in Italia, pur non avendo, quasi mai, individuato soluzioni valide. Si tratta di uno dei principali osteggiatori delle terapie compassionevoli. Ad ogni modo, i toni di Theleton si stanno abbassando. Ma io sono convinto che la ricerca debba fare il suo percorso e che la scienza debba studiare e scoprire. Siamo stati accusati di essere poco trasparenti. In realtà, il brevetto di Stamina è pubblicato sul nostro sito internet, le cartelle cliniche dei pazienti sono ufficiali ed il Ministero della Salute, volendo, potrebbe visionarle rivolgendosi all’Ospedale di Brescia. Quindi, siamo stati accusati ingiustamente di non essere trasparenti. L’altra cosa che mi stupisce di Theleton è che la scienza non deve avere pregiudizi. La scienza si fonda su un emblematico approccio metodologico: l’interpretazione verificabile. C’è un oggetto da studiare, un fenomeno. Il nostro obiettivo è impiegare la terapia compassionevole per curare le persone”.

Ricercatrice

Ricercatrice

 Qual è la Sua opinione in merito alla legislazione italiana sulle staminali e sul metodo stamina?

“Al di là della necessaria separazione tra il discorso scientifico ed etico, le ricerche sulle cellule staminali adulte ed embrionali si fanno da sempre. Ma quando tali ricerche diventano lo sprone per sperimentazioni discutibili, il discorso cambia in negativo. Le cellule staminali embrionali, ad esempio, non possono essere impiegate per i pazienti con danni spinali ed in generale servono a costruire un organismo da zero. In Gran Bretagna, la legislazione permette la manipolazione delle cellule staminali embrionali, ma fino ad un certo punto, finché non si sia sviluppato il sesso del futuro essere vivente. Tuttavia, ciò non significa che il feto non sia vivo. Quindi, si tratta di una legislazione un tantino contraddittoria. Noi di Stamina, invece, considerando le cellule staminali embrionali capaci di provocare tumori, abbiamo deciso di utilizzare le cellule staminali adulte. Esiste una cospicua letteratura scientifica in merito all’utilità delle cellule adulte, che ricordiamolo, non provocano tumori”.

Che cosa ne pensa del mondo universitario e della ricerca?

“Io sono professore universitario. Se faccio questo lavoro con un misero stipendio è perché lo adoro. A Brescia non stiamo facendo scienza, ma cure compassionevoli. Ad ogni modo, mi rifiuto di sperimentare in un contesto in cui le cellule staminali vengono definite farmaci”.

L’opinione scientifica espressa dal Prof. Vannoni ha il pregio ed il valore di spiegare l’essenza del Metodo Stamina, una terapia incentrata sull’impiego di staminali adulte, ed, al contempo, di far luce sui potenziali miglioramenti delle condizioni di salute della piccola Sofia. A Sofia ed a tutti i bambini “farfalla” va il nostro sincero augurio di pronta guarigione.

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