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15 Maggio 2012

Filmidea: Arrivederci alla X edizione

È finita oggi la IX edizione della masterclassFilmidea- Incontri di Cinema”.

Un viaggio lungo sei mesi, partito lo scorso 11 novembre con Gian Piero Brunetta, nei quali si è vista la partecipazione di numerosi storici e registi del calibro di Renzo Rossellini, Simona Colarizi, Maurizio Ridolfi, Paolo Mattera,Vincenzo Esposito, Marilisa Merolla, Marcella Marmo, Marco Meriggi, Giuseppe Civile, Pierre Sorlin, e conclusosi oggi con la Lectio Magistralis del coordinatore di questa edizione della masterclass: Giuliano Montaldo.

Ed è proprio con la partecipazione di Giuliano Montaldo e di Vera Pescarolo, collaboratore di regia nonché moglie di Montaldo, che i curatori della rassegna hanno voluto salutare tutti coloro che hanno preso parte a questa edizione dal titolo “Immagini Immaginari della Nazione: Dal Risorgimento ai giorni nostri”.

Un intervento come pochi, dopo i saluti istituzionali Montaldo, classe 1930, ha subito preso la parola e restando in piedi ha parlato del suo rapporto con il cinema. Un amore che dura da più di 60 anni dagli inizi come attore con “Achtung Banditi” e ai suoi esordi come aiuto regista con le sue gioie, con le sue delusioni, con le sue rivincite e che non smette mai di raccontare lasciando spazio a qualche lacrima in ricordo degli avvenimenti e degli incontri con coloro che gli hanno dato la forza di andare avanti per tutti questi anni senza mai arrendersi “Devo ringraziare soprattutto questa mia amica, Vera, –dice Montaldo riferendosi a sua moglie- che mi ha spronato ad andare avanti e non fermarmi dopo le critiche su “Tiro al Piccione” in quel caso il piccione ero io”.

L’intera sala era attenta a cogliere ogni minimo particolare della sua storia di immaginarlo mentre alle prime armi cercava di apprendere il mestiere; mentre spiegava a Volontè come doveva mettersi per girare la scena; mentre si presentò ad un evento con il fratello della Pescarolo e qualcuno aveva pensato a male; mentre subiva le critiche dei giornali; mentre gioiva per i premi ricevuti e quando in qualche occasione il suo cuore faceva i capricci.

Con grande maestria Montaldo è riuscito a fare della sua vita tante immagini che prendevano vita nella mente degli ascoltatori come un film: un film che nessuno voleva finisse mai e che quando è finito tutti erano già pronti con le loro domande perché volevano che Montaldo raccontasse ancora e come volevamo, lui non si è tirato indietro, dopo aver bevuto un po’ d’acqua, era pronto nuovamente a parlare.

Ha parlato di nuovo dei suoi film e di come li “tratta” la tv “C’è un mio amico sardo che spesso mi chiama e mi racconta che ha visto i miei film in tv e io gli chiedo sempre a che ora l’hanno trasmesso? E lui prontamente mi risponde sempre “Alle 2 stanotte, alle 2e30, alle 3e45” ma vi posso dire una cosa? Io sono contento che i miei film vengano trasmessi alle 2 di notte e lo sapete perché? Perché non vengono interrotti da “10 piani di morbidezza””.

Ovviamente non è mancato il riferimento al suo ultimo film “L’ Industriale”: “Volevo che fosse un film che raccontasse una storia passata non un film premonitore di ciò che sta accadendo in Italia. Io sono precario dal 1950.-continua- Mi ricordo quando i miei genitori piangevano sulle macerie della nostra casa. Le bombe non guardavano in faccia a nessuno come colpivano le case dei poveri così potevano colpire quelle dei ricchi. Ma indipendentemente dal loro ceto gli italiani si rimboccarono le maniche e si risollevarono dalle macerie. Voi giovani –conclude– dovete fare questo: rimboccarvi le maniche e scusate se non sono riuscito a darvi un mondo migliore”.

Dora Della Sala

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