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28 maggio 2012

Le maestre dell’asilo di Rignano Flaminio sono innocenti

La notizia è questa: c’è stata l’assoluzione piena per tutti gli imputati dell’Asilo di Rignano Flaminio, ossia lo sceneggiatore Gianfranco Scancarello, le tre maestre Patrizia Del Meglio, Marisa Pucci e Silvana Magalotti, e la bidella Cristina Lunerti; erano tutti accusati di, recita il capo d’imputazione: “Violenza sessuale di gruppo, maltrattamenti, corruzione di minore, sequestro di persona, atti osceni, sottrazione di persona incapace, turpiloquio e atti contrari alla pubblica decenza, con l’aggravante di sevizie e crudeltà”, e il fatto più inquietante è che tutto questo doveva essere stato compiuto, come sosteneva la difesa, ai danni di 21 alunni dell’asilo che ormai è diventato, purtroppo, l’asilo più famoso d’Italia.

Quindi finalmente, è il caso di dirlo, si conclude il processo di primo grado del Tribunale di Tivoli: “Il fatto non sussiste”. Così recita la sentenza. Una sentenza importante, che arriva dopo che lo scorso 2 aprile il pubblico ministero di Tivoli Marco Mansi aveva chiesto ben dodici anni di reclusione per ciascun imputato. Una sentenza che ha chiuso un triste capitolo della cronaca italiana e che è stata pronunciata in un’udienza durata solo pochi minuti. La lettura del dispositivo è avvenuta a porte chiuse.

Alcuni genitori dei bimbi coinvolti hanno contestato la sentenza. Una contestazione ovviamente comprensibile, com’è comprensibile anche l’esultanza degli imputati alla lettura del dispositivo della sentenza. Tutto comprensibile, certo. Ma a quei poveri bambini, che allora avevano 3-4 anni, e che oggi hanno 7-8 anni, qualcuno ci pensa? Qualcuno può spiegare loro perché sono stati sbattuti per anni sui telegiornali e sui giornali di tutt’Italia? No, nessuno può farlo, semplicemente perché non si può fare, semplicemente perché sono bambini: ingenui, piccoli, sensibili, incredibilmente segnati a vita da questa storia.

Tutti dovremmo essere felici per questa assoluzione, perché se c’è stata assoluzione significa che il reato non c’è stato, ma allora perché i genitori protestano? Protestano perché, oltre a non credere alla sentenza, la loro vita e quella dei loro figli sono cambiate, e sono cambiate per sempre, in peggio.

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