• Google+
  • Commenta
13 Maggio 2012

L’Italia distrugge i sogni degli studenti

I sogni rappresentano i desideri più nascosti dell’animo umano,  dolci illusioni a cui abbandonarsi ogni tanto. In fondo, sognare non costa nulla.

Ci sono sogni che diventano realtà, mentre altri sono destinati a restare in un cassetto per poi essere dimenticati. A volte la determinazione, la costanza, il coraggio e l’impegno non bastano a poter difendere e realizzare le proprie aspirazioni.

La crisi in Italia non ha comportato solo tagli e manovre d’urgenza, ha cancellato i sogni e le ambizioni dei giovani, li ha privati di un futuro sereno, li ha ingannati illudendoli che bastasse un governo tecnico, super partes, ad aggiustare la situazione.

Gli errori del passato non si possono cancellare e difficilmente si possono rimediare. La politica che dovrebbe essere la più alta filosofia di vita, è da tempo lasciata alla mercé  di uomini vuoti che fingono di interessarsi ai problemi del paese,  ma in realtà non sanno nemmeno quanto costa il pane al mercato.

Ci sono persone che si discostano completamente dalla politica, ma come si fa a non parlare di ciò che inevitabilmente incide sulle nostre vite fino al punto di costringerci a cambiare abitudini e comportamenti.

Troppe volte si dà importanza ai vizi, alle relazioni private e ai cattivi costumi di alcuni politici, dimenticando che quello che dovrebbe premerci maggiormente è il loro operato.

Quanti ragazzi da piccoli sognavano di diventare insegnanti. L’Italia ha distrutto lentamente i loro sogni. Oggi non ci sperano più. Sono giovani che non scendono a compromessi: non accetterebbero mai di vivere nel precariato e nell’insicurezza economica perché vorrebbero avere una famiglia e dei figli a cui non far mancare mai nulla.

Che cosa resta di un sogno infranto? Un rimpianto il cui peso si affievolisce con il passare dei giorni e il susseguirsi degli anni.

La scuola continua ad essere uno strumento per creare occupazione, anziché essere trasformata in un centro di alta formazione per ridare speranza ai giovani ambiziosi che, innamorati dei templi della cultura, abbiano davvero voglia di continuare a rimanere all’interno del sistema scolastico.

In Italia poche volte si dà spazio alla meritocrazia, spesso conta solo a chi appartieni e molti studenti purtroppo non appartengo a nessuno, se non a loro stessi e a tutti coloro che hanno scelto di condividere la loro vita.

La paura più grande per uno studente è restare sempre al punto di partenza, avere l’impressione che tanti sacrifici e tanto impegno non vengano mai ripagati. Il dilemma di molti resta sempre lo stesso: seguire i propri sogni con tenacia e ostinazione o restare con i piedi per terra per paura di ritrovarsi senza niente.

Quello italiano è un percorso formativo lungo e superficiale, che è impegnato troppe volte a soddisfare le esigenze dei docenti anziché guardare con occhi attenti i problemi degli studenti.

I giovani dovrebbero impedire che qualcun altro possa decidere al posto loro cosa fare e chi diventare.

Gandhi, infatti, ha detto: “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”.

Google+
© Riproduzione Riservata