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28 Maggio 2012

“Miss Italia in gambissima”, sì ma all’Università

A partire dalla prossima edizione del più famoso concorso di bellezza del nostro Paese, uno speciale riconoscimento verrà dato anche alla miss che, iscritta ad una qualsiasi Università italiana, si dimostrerà essere la più “in gamba”.

“Miss ragazza in gambissima”  è un titolo di bellezza riconosciuto ormai da anni ed attribuito alla ragazza dotata, per natura, delle gambe più belle.  A partire dall’edizione che si terrà a settembre 2012, però, si giocherà col significato di questa espressione, facendo prevalere la sua sfumatura, per così dire, metaforica.

In gambissima sì, ma nello studio. Finalmente le giovani ragazze che aspirano ad entrare nel mondo dello spettacolo e che scelgono di utilizzare come trampolino di lancio per il loro successo questo importantissimo evento nazionale saranno valutate e premiate anche per la loro testa.

L’iniziativa nasce dall’azienda calzaturiera toscana Luciano Barachini, sposnor ufficiale del concorso. Ed è lo stesso Luciano Barachini a sottolineare l’importanza di questa svolta: “se non si possiede un solido background si rischia di essere travolti da questo mondo effimero”.

Uno schiaffo morale a tutti i critici che hanno sempre avuto da ridire nei riguardi di un programma che, secondo un atavico ed erroneo pregiudizio, premia belle ragazze con poco cervello. Il programma, ora, sceglie di “investire in cultura e formazione” continua Barachini.

Alla ragazza vincitrice del titolo verrà assegnata una borsa di studio insieme con la possibilità di partecipare a stage aziendali e a sessioni formative presso l’Università di Pisa.
Inoltre la miss “in gambissima” diventerà testimonial del marchio di calzature promotore dell’iniziativa.

Entusiasta anche Patrizia Mirigliani, organizzatrice del concorso di bellezza, che giudica questa novità  come  “un riconoscimento non di poco conto all’attività portata avanti in questi ultimi anni riguardo alla personalità e alla preparazione delle ragazze”.

Non ci resta che attendere pochi mesi per valutare la reale efficacia di una svolta che, almeno nel mondo dello spettacolo, potrebbe rivelarsi epocale.

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