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11 maggio 2012

Nakba Day: Israele ricorda il 14 maggio 1948

L’Università di Tel Aviv, tra qualche giorno, ospiterà la cerimonia di commemorazione dei palestinesi vittime della guerra arabo-israeliana che 64 anni fa causò la morte di centinaia di uomini.

Un evento simile, più che frequente nel nostro Paese, risulta al contrario qualcosa di più unico che raro in Israele: parliamo di una forma di libera espressione repressa e difficilmente ottenibile.

Particolarmente in questo caso, parliamo di un giorno di festa per gli ebrei di Israele e di un giorno di lutto secondo gli abitanti arabi, contrasto che ha causato negli anni sommosse e disordine pubblico nella data del 14 maggio.

Per le forze dell’ordine risulta essere un giorno di particolare allerta, sopratutto in seguito alle reazioni alla ricorrenza del 2011 appena trascorso. Basti pensare che è stata persino introdotta una multa per coloro i quali in maniera manifesta disprezzino la festa nazionale israeliana o la decantassero come giorno di lutto.

Coraggiosi ,dunque, gli studenti promotori dell’iniziativa, ai quali è stata concessa la possibilità di effettuare la cerimonia nell’ateneo di Tel Aviv, pur dovendo rispettare rigidi canoni tassativamente imposti dal decano della Facoltà di Sociologia: un minimo di sei guardie salariate adeguatamente dagli organizzatori per garantire ordine e sicurezza, l’utilizzo di megafoni e il divieto di utilizzare parole, musica o bandiere che diffamino la realtà israeliana o quella islamica, sono i punti più importanti da seguire affinchè la manifestazione abbia successo.

Al di la della commemorazione in se , l’evento può essere  visto come un primo raggio di sole che probabilmente riuscirà ad illuminare la libertà di parola in Medio Oriente, che, ancora oggi è tenuta segregata e allo scuro. Magari sopratutto nel mondo culturale, nelle scuole e nelle università le restrizioni imposte dall’alto andranno via via scomparendo lasciando almeno alle giovani menti di proiettarsi ad un domani migliore.

Affinchè questo avvenga, è necessario intanto che il Nakba Day proceda con serenità e che ,israeliani e palestinesi reprimino il loro odio represso evitando sommosse, e dimostrando che essere liberi di manifestare pacificamente è possibile: si può anche in Israele!

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