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3 Maggio 2012

Ricerca British: buon sangue non mente e aiuta a scoprire i tumori al seno

Uno dei mali “invisibili” e subdoli con cui tante donne sono costrette a combattere nell’arco delle proprie esistenze, è rappresentato ancora oggi, dal tumore al seno (in realtà anche tanti uomini ne sono colpiti ogni anno, molti di più di quelli che si potrebbe immaginare).

Questo male è diventato la prima causa di mortalità per tumore tra le donne, colpendone 1 su 10, con un tasso di mortalità del 17%.

Numeri alti che racchiudono tante piccole e grandi battaglie combattute nell’intimo della quotidianità femminile per difendere la propria vita e tante volte anche la propria femminilità (la rimozione di un seno può rappresentare un vero e proprio incubo, non solo in termini di dolore fisico ma anche come forte stato di stress psico-fisico e di senso di perdita della propria femminilità).

Negli ultimi anni si è diffusa sempre di più l’informazione e la cultura alla prevenzione circa i tumori e in particolar modo sui tumori al seno, con la necessità di controlli periodici che restano al momento il salvavita migliore per combattere questo male.
Proprio nell’ ambito della prevenzione, una importantissima ricerca è stata effettuata da ricercatori inglesi dell’Imperial College di Londra che hanno messo in relazione alcune “caratteristiche” presenti nel sangue umano con la comparsa di stadi tumorali al seno.
Gli studi si sono concentrati in particolar modo su delle modifiche incorse al Dna dei globuli bianchi a causa della metilazione e in particolare sull’effetto della metilazione sul cosiddetto gene “Atm”.
Attraverso l’utilizzo di 1380 campioni di sangue di sesso femminile, è stato possibile determinare come i livelli maggiori di metilazione portassero a raddoppiare la possibilità di sviluppare un cancro al seno nelle pazienti esaminate.
L’importante studio, pubblicato su Cancer Research, potrebbe quindi rappresentare un ulteriore passo avanti per la ricerca scientifica per debellare questo male e per consentire, attraverso un semplice esame del sangue, di scoprire e combattere i tumori al seno in uno stadio iniziale, garantendo quindi per tempo, una azione strategica contro un nemico ancora non formato e “impreparato” alla battaglia.

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