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23 Maggio 2012

Salerno: Workshop e Globalizzazione

 L’epoca nella quale viviamo, appare sempre più sorretta dalle colonne della tecnica. Il mondo è un tempio in continua evoluzione, teatro di luci ed emozioni suadenti, osmosi sublime di guglie ed effigi. Tutto scorre rapidamente. La tecnologia e la scienza concedono alla umanità il potere di ideare, inventare e creare nuovi e migliori orizzonti di benessere. Il nucleo nevralgico del potere degli Stati moderni alberga nella tecnica guidata dalla scienza. Nel 2008, il filosofo Emanuele Severino, in un articolo pubblicato sul Corriere della Sera, affermava che: “La tecnica riesce più d’ogni altra potenza a cambiare il mondo. Giacché non pensa solo a muovere le montagne, ma anche le anime. E, daccapo, è in virtù di essa che il capitalismo è la forma dominante di produzione della ricchezza”. Parole sante!

Fin dalla sua nascita, il capitalismo è assurto al rango d’elemento propulsore della modernità, innescando un incredibile processo d’emancipazione dell’uomo e al tempo stesso concitando eventi storici irreprensibili e lancinanti. Alcune correnti di pensiero sostengono che i radicali mutamenti sociali, politici, economici e culturali in corso siano una conseguenza logicamente prevedibile dell’inizio di una nuova fase del capitalismo.

Per evidenza empirica, bisogna ammettere che l’odierna crisi economica è, in realtà, ipostasi della crisi della società borghese ed industriale sorta nei secc. XVIII e XIX. Divenuta post-industriale e post-moderna nel XX secolo e post-panottica nel XXI, la società borghese appare del tutto incapace di superare gli ostacoli e le ombre della modernità, e di rinascere, quindi, dalle proprie ceneri roventi. Il declino di tale società borghese ebbe inizio con l’abbattimento delle frontiere nazionali e con la nascita della globalizzazione: vale a dire, di un sistema d’interconnessione economico-culturale tra gli Stati del globo.

La globalizzazione appare animata e sorretta dal progresso tecnologico e legata alla logica del capitalismo. Il processo verso la globalizzazione, infatti, ha avuto inizio con la fine della seconda guerra mondiale ed è stato caratterizzato dalla repentina crescita del commercio internazionale e dei movimenti di capitali. Forse, è proprio a causa di tale fil rouge indissolubile tra capitale e global economy, che esistono molte correnti di pensiero no-global disseminate tra le lande della Terra. Al di là delle inevitabili esegesi, la globalizzazione è un fenomeno sociale caratterizzato da valori e principi tutt’altro che scontati. Il cosmopolitismo e l’eguaglianza, infatti, sono principi che dovrebbero essere in grado di appagare e edulcorare persino i più ostili ed errabondi animi filo-leninisti. Tuttavia, spesso accade il contrario.

Ad ogni modo, le ideologie che inneggiano alla violenza e alla lotta armata rappresentano lo stadio estremo di un confronto dialettico e culturale che, invece, potrebbe e dovrebbe essere azionato attraverso campagne di sensibilizzazione il cui fine sia quello di rendere edotte le nuove generazioni sugli importanti traguardi raggiunti dalla globalizzazione e dalla new economy.

A nulla serve biasimare il presente, se poi si dimentica il passato. Nel 1929, il mondo fu travolto da una crisi economica ancor più grave di quella odierna, e la popolazione globale non viveva nel benessere più o meno diffuso in cui oggi viviamo noi. Non dimentichiamoci che i nostri nonni hanno vissuto eventi ben più terribili, e che soltanto a partire dagli anni cinquanta iniziarono realmente a vivere in modo dignitoso. La crisi economica di oggi non è l’apocalisse, e noi italiani-europei abbiamo il diritto-dovere di rialzarci per ricostruire il futuro, proprio come fecero i nostri nonni. J.F. Kennedy disse: “Non chiedetevi che cosa può fare lo Stato per voi, chiedetevi cosa potete fare voi per lo Stato”.

Da un punto di vista macroeconomico, la globalizzazione appare come un costante incremento dei legami e dell’integrazione tra i vari Paesi e mercati, allo scopo di creare un unico mercato globale senza barriere di sorta. Una simile logica non può che giovare alle aziende ed ai lavoratori, chiamati a ricercare ed a cogliere ogni possibile opportunità d’inserimento nel nuovo mercato globale.  Grazie all’elisione delle caustiche barriere nazionali ed al progresso tecnologico, la globalizzazione appare del tutto incline a spingere le singole economie verso la specializzazione delle produzioni, la riduzione dei costi e l’incremento delle potenzialità di crescita.

Ma i benefici apportati dalla global economy tendono a scalfire l’apoteosi in tema di competizione aziendale a livello internazionale. In questo campo, si assiste ad un vero e proprio salto di qualità: si pensi all’incremento della collaborazione industriale e tecnologica ed alle altre strategie di mercato rese possibili grazie al mercato globale.

Dopo aver messo in risalto le radici ed i vessilli della globalizzazione, è opportuno citare un evento di grande importanza, che oltre ad essere ipostasi del sopraccitato confronto dialettico ha anche il pregio d’evidenziare l’attivismo politico-sociale dei giovani della Provincia di Salerno. L’evento, Workshop “ Qualità, Giovani e Lavoro. Difficoltà e nuove prospettive”, avverrà il 24 maggio 2012 presso l’Aula delle Lauree della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Salerno. L’incontro campano farà da cartina al tornasole del Forum Giovanile per l’Occupazione, promosso dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro che si svolgerà a Ginevra dal 23 al 25 maggio 2012.

Al simposio prenderanno parte alcune tra le principali aziende italiane ( Asi Salerno, Honda Italia, Ikea, Lroqa Italy s.r.l, Maris Roma e Tecnocasa), le quali, in simbiosi con esperti internazionali di Human Resources, renderanno edotti studenti e laureati sulle politiche aziendali nell’epoca della globalizzazione.

Parteciperanno molte aziende locali che per l’occasione illustreranno i loro servizi e le condizioni per instaurare opportunità lavorative con i giovani presenti. “Si tratta di un’occasione da non perdere, di un’opportunità di crescita per i giovani della nostra società” dichiara Rosario Bisogno, organizzatore ed assessore alle politiche giovanili dell’attivissimo Comune di Mercato San Severino. L’organizzazione dell’evento è stata realizzata con il coordinamento del Prof. Palmieri ( Unisa) grazie all’ausilio di numerose aziende locali e in collaborazione con il Forum dei Giovani di Mercato San Severino e con l’Associazione Gioventù Libera.

 

 

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