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20 maggio 2012

Sudafrica e UE insieme per l’istruzione e la ricerca

La scorsa settimana, la Repubblica del Sudafrica e l’Unione Europea hanno firmato una dichiarazione congiunta sulla cooperazione in materia di istruzione superiore e ricerca. Il documento è stato firmato da Hlengiwe Mkhize, vice ministro dell’Istruzione del Sudafrica e da Jan Truszczynski, direttore generale del Dipartimento Istruzione e Cultura della Commissione Europea.

Truszczynski era in visita ufficiale in Sudafrica, per partecipare ad una conferenza internazionale a Cape Town sulla qualità dell’istruzione accademica: il suo intervento personale ha permesso di rafforzare ancora di più il rapporto di collaborazione tra l’UE e le istituzioni accademiche sudafricane. “Quest’accordo è un passo importante per la qualità della nostra cooperazione – ha affermato Truszczynskima i risultati si realizzeranno solo attraverso uno sforzo politico reciproco”. Tecnicamente, infatti, la dichiarazione non ha un valore obbligatorio immediato ma rappresenta comunque un’importante affermazione politica.

Nello specifico, l’accordo riafferma l’importanza che entrambe le parti riconoscono all’istruzione superiore e alla cooperazione nella ricerca accademica: la dichiarazione, inoltre, apre le porte ad una collaborazione estesa a tutto il sistema educativo, anche se nei prossimi anni dovranno essere meglio definiti i campi di intervento. Tra le innovazioni inserite nel nuovo accordo, troviamo un incremento della mobilità di studenti e professori universitari, maggiore qualità dell’istruzione e il possibile coinvolgimento di investitori privati per il finanziamento di progetti accademici.

Anche Hlengiwe Mkhize ha voluto sottolineare l’importanza di quest’intesa internazionale che “rappresenta una risorsa eccezionale per migliorare la qualità e il prestigio del sistema di istruzione sudafricano”. Tra gli obiettivi dell’accordo, inoltre, c’è quello di ridurre drasticamente il tasso di disoccupazione tra i giovani del Sudafrica: ben 3,5 milioni di ragazzi tra i 18 e i 24 anni sono infatti senza lavoro e, spesso, senza una formazione professionale appropriata.

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