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23 Maggio 2012

Tagli all’università, addio borse di studio

Circa 145.000 studenti universitari avrebbero diritto, in base al loro reddito e ai loro voti, ad una borsa di studio, peccato che non la riceveranno mai. La scure del duo GelminiTremonti si è abbattuta con particolare veemenza sul fondo per il Diritto allo studio universitario, infatti in poco tempo i fondi statali destinati alle borse di studio sono crollati, passando da 246 ad appena 26 milioni di euro, somma che l’anno prossimo si ridurrà ulteriormente, fermandosi a 12 milioni di euro.

A denunciare questa situazione ormai insostenibile è l’Unione degli universitari, che per bocca del suo coordinatore Michele Orezzi chiede al governo di intervenire al più presto. “Nell’ultimo anno accademico, più di 145.000 studenti si sono visti riconoscere dallo Stato il diritto ad avere la borsa di studio  –  ha dichiarato Orezzi  –  ma sempre dallo stesso si sono sentiti dire che questa borsa non la riceveranno mai: migliaia di studenti sono riconosciuti idonei alla borsa di studio in base al reddito e al merito accademico, ma vengono poi scaricati dal sistema e abbandonati a loro stessi”.

Proprio i continui tagli operati dai governi che si sono succeduti negli ultimi anni, e che hanno raggiunto l’apice con l’ultimo governo Berlusconi sono, secondo l’UDU, la causa delle condizioni di gravissima crisi in cui versa attualmente l’università italiana, tagli che hanno colpito in primis gli studenti, strozzati da tasse sempre più alte e costretti a veder sopprimere ogni anno numerosi corsi di laurea e dottorati per mancanza di fondi. Se a questo quadro non certo idilliaco si aggiunge il taglio delle borse di studio, si può ben comprendere come l’intervento del governo non sia più rinviabile.

Che la strada imboccata dall’Italia sia sbagliata lo dimostra il fatto che, mentre da noi le borse di studio vengono tagliate del 95%, che equivale a dire che vengono cancellate, in altri Paesi europei (due su tutti, la Francia e la Germania) il diritto allo studio viene finanziato con stanziamenti miliardari, per noi inimmaginabili. All’Italia basterebbe erogare una somma molto inferiore per coprire tutte le borse di studio: 130 milioni di euro sarebbero sufficienti. Orezzi suggerisce anche dove si potrebbero prendere questi soldi: “…in questo momento di grave crisi sociale anche solo la vendita delle frequenze televisive potrebbe garantire risorse sufficienti almeno ad un piano triennale di finanziamento delle borse di studio per tutti gli studenti aventi diritto” dice il coordinatore dell’UDU, che conclude citando i dati sulla disoccupazione giovanile in Italia (35% di giovani tra i 15 e i 24 anni senza lavoro secondo l’Istat) e in Europa (11 milioni di giovani disoccupati) per invitare ancora una volta il governo ad attuare al più presto “…una seria politica che sappia dare una risposta a tutti gli studenti capaci e meritevoli ma privi di mezzi”.

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