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29 Maggio 2012

TARA GANDHI all’Unimc: “L’arcolaio è stato la bomba atomica della non violenza”

 

Nell’Aula Magna, quasi trecento persone, richiamate dal messaggio dell’uomo simbolo della ribellione pacifica e non violenta, hanno atteso Tara Gandhi, una degli otto nipoti del Mahatma, venuta a discutere delle contraddizioni dell’India moderna alla luce del pensiero del nonno.

Si è reso addirittura necessario allestire uno schermo nell’aula adiacente.
Tara Gandhi, persona solare e adorabile fu testimone, a 14 anni, della morte di quel nonno, il cui cammino spirituale è insegnamento di vita per eccellenza e ancora oggi registra accoliti in ogni parte del mondo.

Oggi Gandhi appartiene a tutta l’umanità – dice Tara Gandhi, come se stesse dicendo la più semplice delle frasi, e continua – ognuno può trovare qualcosa di se stesso in lui.

L’occasione di conoscere un così importante testimone della nostra storia. È stata resa possibile grazie alla conferenza organizzata ieri mattina dall’Ateneo dell’Università di Macerata e dall’Istao.
Averla con noi a Macerata – così l’accolta il rettore Luigi Lacchèè motivo di soddisfazione e ci permette di riflettere sull’eredità di quello che è stato il più grande rivoluzionario del secolo scorso, che attraverso la non violenza ha creato una nazione”.
Gli insegnamenti del Mahatma – ha aggiunto il presidente dell’Istao, Andrea Merlonirimangono per noi un faro che ci può guidare in questa fase di profonda incertezza. Sono molto colpito, in particolare, dall’idea che ogni singola persona possa cambiare il mondo e l’esempio di Gandhi dimostra che questo è possibile”.

Il viaggio intrapreso da Tara Gandhi, consiste nell’attraversare la nostra penisola per promuovere l’attività del Kasturba Gandhi National Memorial Trust, centro – del quale è vicepresidente – fondato nel 1945 dal Mahatma e intitolato a sua moglie Kasturba, per aiutare le donne e i bambini più poveri.
Tara Gandhi in perfetto italiano ha tracciato un ritratto sincero e devoto del nonno, attivo anche nella praticità della vita quotidiana oltre che civile e politica.

Egli era un grande psicologo – insiste la protagonista della giornata – che poteva attrarre verso la sua filosofia molte persone importanti. Ogni momento con lui era interessante, pieno di avventura. Aveva un grande senso dell’umorismo e un incredibile fascino. Poteva parlare con qualunque persona del mondo. Non giudicava mai nessuno, perché poteva vedere dentro ognuno di noi. Non era mai malizioso, insegnava sempre con il sorriso“.
L’arcolaio è stato la bomba atomica della non violenza“, ha spiegato Tara, parlando dello strumento diventato simbolo dell”indipendenza del suo Paese, scelto da Gandhi per boicottare l’importazione delle stoffe prodotte dai telai meccanici inglesi.

Oggi l’India è piena di contraddizioni estreme – ha proseguito – quando morì mio nonno, già da quattro mesi era stata dichiarata l’Indipendenza politica del Paese. Oggi il cielo di Delhi è più inquinato, le porte delle case, che prima erano sempre aperte, sono chiuse, perché non c’è fiducia verso il prossimo. Oggi in India c’è lo sviluppo. Che cosa significa? In certi campi siamo più avanzati che in America. Cosa ci facciamo con la ricchezza, quando viviamo nella paura? In India oggi ci sono due tipi diversi di povertà: spirituale, economica. Ci sono le persone più ricche del mondo, gli alberghi più lussuosi, ma chi costruisce quei palazzi non ha un tetto sopra la testa; chi coltiva il cibo, non ha nulla da mangiare; chi tesse le stoffe, non ha niente da indossare. Questa diversità è aumentata ancora di più dopo la morte di Gandhi, che pure ha portato al Rinascimento dell’India” sottolineando, quindi, l’importanza della Trust dedicata alla moglie del Mahatma e spiegando il motivo di questa dedica così importante: “perché lei ha compreso il suo messaggio meglio di tutti, anche se non sapeva né leggere né scrivere, e rappresenta migliaia e migliaia di donne che non sanno né leggere né scrivere, ma che sanno dire la verità con coraggio e passione, come faceva lei”.

 

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