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20 maggio 2012

Una nuova Europa fondata sul lavoro

Ormai è un refrain quotidiano. Stampa, televisione, rete. In ogni contesto informativo si parla sempre di lavoro. E’ chiaro che è questo il primo problema da risolvere. Sia in Italia che nell’intera Eurozona.

Questa maledetta crisi, presente solo nella zona euro mentre tutto il resto del mondo cresce regolarmente, sta mettendo in ginocchio i sistemi produttivi dell’intero continente europeo. E le responsabilità sono da ricercare in ogni direzione.

In verità è anche giusto sottolineare come negli ultimi anni le grosse multinazionali, e purtroppo non solo quelle, hanno spostato i loro capitali dalla produzione alla speculazione, attratti dai facili guadagni che la finanza creativa prometteva.

I risultati, amari, alla fine premiano i pochi sul lato del guadagno e penalizzano i moltissimi sul lato delle perdite.  Dunque è ora di una grande strategia che possa riportare il tema del lavoro al centro delle agende di tutti i governi ma anche in cima agli ordini del giorno delle grandi imprese globali.

Lo spettro di un esercito di disoccupati aleggia ormai da anni. Uno spettro che ancora per un po’ sarà calmierato da quel poco di stato sociale che ancora permane nel nostro paese, ma è molto probabile che presto anche quest’ultima sacca di solidarietà vada esaurita. Allora le scene viste in Grecia le rivedremo in Italia e in mezza Europa.

In molti si affidano alla sola fiducia. Ma sappiamo che non basta. Tutti propongono cifre e ricette miracolose. Con scarsi effetti reali. Mentre il cittadino comune sa perfettamente che bisogna semplicemente mettere in moto la macchina degli investimenti. Il resto è una cascata proficua per tutti. Anche per coloro che amano solamente speculare..

Non rimane che attendere, evitando l’eccessiva passività. Attendere che i grandi del mondo (che proprio in questo momento stanno discutendo negli Stati Uniti d’America) trovino la forza, il coraggio e le risorse necessarie per riportare la persona al centro dei qualunque azione politica ed economica.

Bisogna riappropriarsi di un sogno. E per farlo c’è bisogno di ogni singolo cittadino europeo. Un sogno nato a ridosso della rivoluzione francese e che aveva come tema portante l’emancipazione. Emancipazione che non può non passare attraverso lo status della dignità che oggi è garantita esclusivamente dalla capacità di essere autosufficiente grazie al proprio reddito.

Un mondo e una storia che abbiamo già conosciuto e che troppo presto abbiamo dimenticato.

 

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