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15 Maggio 2012

Università USA online: l’obiettivo sono India e Cina

I corsi delle più prestigiose università americane approdano gratuitamente sul web: ad aprire la strada è stato il MIT, che pochi mesi fa ha fatto partire il progetto MitX, ed ora anche altri atenei statunitensi di eccellenza hanno deciso di muoversi nella stessa direzione, dando il via a ben due progetti di corsi di studio online.

La prima di queste iniziative si chiama Coursera: si tratta di un progetto di “imprenditoria sociale”, rigorosamente non profit, frutto di una partnership tra alcune delle università americane più famose, tra cui i due più importanti istituti della West Coast, Stanford e Berkeley, e due atenei della East Coast altrettanto importanti come Princeton e la University of Pennsylvania.

Il progetto Coursera partirà in autunno con un investimento iniziale di 16 milioni di dollari: i MOOCs, vale a dire i corsi online comprensivi di lezioni video, quiz e feedback istantaneo tra studenti e docenti, saranno completamente gratuiti e spazieranno sia in ambito scientifico che umanistico.

Coursera non è però il solo progetto di online education pronto a partire: Harvard e il MIT stanno infatti per inaugurare edX, ponendo così le basi per quello che il “New York Times” ha già definito “uno scontro tra titani dell’educazione”. La fisionomia di edX è pressoché identica a quella di Coursera, ma l’investimento di base è, in questo caso, assai maggiore, intorno ai 60 milioni di dollari. A presiedere edX sarà lo scienziato Anant Agarwal, già direttore del laboratorio di informatica e intelligenza artificiale al Mit.

Questo non significa, ovviamente, che chiunque potrà conseguire titoli di studio prestigiosi come una laurea ad Harvard o a Berkeley senza spendere un centesimo: se gli studenti supereranno i corsi online riceveranno un attestato ufficiale, ma non avranno diritto a crediti formativi. Tuttavia, si tratterà pur sempre di riconoscimenti prestigiosi, che in un futuro curriculum vitae non sfigureranno di certo.

I progetti in questione sono di indubbio interesse, tanto che, pur non essendo ancora partiti ufficialmente, hanno già attirato l’attenzione di testate importanti come il “New Yorker” e dello stesso presidente statunitense Obama, che non ha nascosto quello che è il fine ultimo del progetto, cioè attrarre verso gli atenei americani studenti cinesi e indiani e di riflesso le stesse università di Cindia: infatti, se questi nuovi progetti dovessero funzionare, il business che ne conseguirà sarà notevolissimo, perché tutti gli atenei stranieri interessati ad intraprendere iniziative simili dovranno necessariamente rivolgersi ad Harvard, Stanford e compagnia. Ci troviamo quindi di fronte a progetti che per ora sono non profit, ma che in prospettiva potrebbero rivelarsi estremamente remunerativi.

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