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9 Maggio 2012

Università: di moda la laurea all’estero

Laurearsi all’estero oggigiorno è sempre più frequente e dispendioso.

Se oltrepassare il confine può far risparmiare tempo e denaro per curarsi i denti, non accade la stessa cosa con la formazione universitaria.

Le università di Albania, Bulgaria, Romania offrono una vasta gamma di corsi di laurea ad accesso libero che in Italia costerebbero fatica e magari rinunce, perché scoraggiati, da parte degli studenti italiani.

Grazie ad un’accurata e persuasiva diffusione pubblicitaria, le università di Tirana, Arad o Sofia promuovono in rete corsi di laurea a prezzi da capogiro senza test di ammissione. Difatti, si parla di 3.400 euro l’anno alla statale di Timisoara, in Romania e oltre 15.000 per quella di Madrid.

Tali percorsi vengono pubblicizzati in Italia da società che si occupano di orientamento all’estero, come la Tutor University ad esempio. Attraverso Open day, le giornate dedicate all’orientamento universitario, una squadra di promoters divulgano le offerte provenienti da suddetti atenei, soprattutto coloro interessati alle facoltà di medicina e odontoiatria “perché in Italia il test di ammissione è un vero e proprio ostacolo” queste le parole di Gaetano Vario, presidente di Tutor University.

Con un costo del servizio pari a 4.000 euro la Tutor University da l’accesso all’università di medicina in Romania. Anche qui il corso di studi, come in Italia, dura 6 anni, con la differenza, però, che si fa molta più pratica.

Moltissimi scelgono di laurearsi all’estero, anche in Spagna, dove le università private offrono corsi di laurea in medicina ed odontoiatria, senza test di ammissione. Tanti studenti italiani le scelgono perché convinti di fare un anno all’estero e poi accedere liberamente, presso un qualsiasi ateneo in Italia.

L’ufficio stampa dell’Università La Sapienza di Roma fa sapere che “non è assolutamente possibile evitare il test di ammissione per le facoltà a numero chiuso, perché anche iscrivendosi a un’università straniera per decidere, dopo il primo anno di corso, di rientrare in Italia si deve comunque sostenere la prova d’ingresso perché il test è obbligatorio”.

Inoltre, “è vero che un titolo di laurea acquisito in un ateneo di qualsiasi paese dell’Unione Europea è comparabile al titolo di italiano”, ma “è anche vero che in caso di laurea in medicina poi per l’abilitazione all’esercizio della professione è necessaria l’approvazione del ministero della Salute” (Fonte http://www3.lastampa.it/scuola/sezioni/news/articolo/lstp/453188/).

 
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