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24 maggio 2012

Vivere il terremoto: gli aiuti degli atenei all’Emilia

Per comprendere il terremoto, bisogna viverlo. Purtroppo non esiste giornalista, per quanto capace a svolgere il proprio mestiere, che riesca a rendere bene l’idea di quanto vissuto dai terremotati, perché è impossibile farlo se non si vive in prima persona. Questo posso dire, abitando a Gavello, piccola frazione di Mirandola, dove dalla notte del 20 Maggio albergano paura, disperazione, ansia e sgomento come in tutte le zone colpite dal grave sisma. 20 secondi: tanti sono bastati a creare questo immenso disastro ed a cambiare le vite di moltissime persone.

Attorno a noi si è mossa la grande macchina della solidarietà. Oltre all’aiuto materiale ed al supporto psicologico offerti nei centri di assistenza e nelle tendopoli dai volontari della Protezione Civile, vigili del fuoco, scout e membri di altri enti assistenziali provenienti da tutta Italia, anche alcune istituzioni universitarie si sono mobilitate per dimostrare la loro vicinanza alle popolazioni.

Ad esprimere la sua solidarietà è stato il Rettore dell’Università dell’Aquila Ferdinando di Orio, in una lettera a Pasquale Nappi, Rettore dell’Università di di Ferrara. Garantendo la disponibilità dell’ Università dell’Aquila a collaborare con  l’ateneo ferrarese, Di Iorio ha sottolineato: “Troppo recente è l’esperienza del sisma dell’aprile del 2009, che così duramente ha colpito la città e l’Università dell’Aquila, per non vivere ancora, insieme con voi, le vostre stesse ansie, paure e preoccupazioni. É in momenti drammatici come questi, che assume una straordinaria rilevanza la vicinanza solidale delle istituzioni, per poter affrontare con efficacia la fase dell’emergenza e poter poi ricostruire le condizioni per un rapido ritorno alla normalità”. Parole di conforto ma soprattutto di estrema comprensione, visto il tragico destino che ha unito i due atenei e li ha portati a condividere le stesse terribili sensazioni.

L’Università di Modena e Reggio Emilia ha devoluto il compenso che spetta ad ogni membro del CdA d’Ateneo per le sedute del 22 e 29 Maggio a sostegno delle popolazioni colpite. Il gettone di presenza per ogni componente è di circa 83,66 euro lordi: l’ateneo verserà l’importo di tutti i gettoni di presenza sul conto corrente aperto dalla Provincia. Inoltre il Sirs – Sistemi Informatici Reti e Sistemi dell’UniMORE si è occupato di fornire circa 30 telefoni voip ed alcuni apparati di rete al Comune di Mirandola, i cui uffici sono stati spostati provvisoriamente all’interno delle scuole medie della cittadina perché il Municipio è inagibile da Domenica notte.

Nei territori tra Modena e Ferrara si aggirano alcuni ricercatori del Dipartimento di Scienze della terra dell’Università di  Siena. Insieme a ricercatori dell’Università di Bologna e dell’Osservatorio geofisico del dipartimento di Ingegneria dei materiali e dell’Ambiente dell’UniMORE, il gruppo è impegnato in attività di monitoraggio sismico e di misurazione delle vibrazioni ambientali finalizzate alla caratterizzazione dei terreni di fondazione degli edifici. Il loro lavoro è svolto in stretto collegamento con quelle relative ai rilievi di danno in corso da parte dei Servizi tecnici della Regione Emilia-Romagna, del Sevizio Nazionale di Protezione Civile.

Anche banche ed imprese si sono attivate nella gara di solidarietà per i terremotati, attivando raccolte fondi e garantendo supporti materiali ed economici. La situazione è purtroppo ancora di grande disagio: le scosse continuano, nuovi crolli interessano le strutture già danneggiate dalle precedenti scosse e la gente dorme in auto per paura o perché non può entrare in casa. I primi a risentirne le conseguenze sono i bambini, i disabili e gli anziani: sarà dura ritornare alla normalità quando tutto sarà finito. Già, perché se in questo momento di crisi la ricostruzione di case, fabbriche e strutture crollate sarà di per sé difficile, ancor più problematico sarà aggiustare le crepe che il sisma ha lasciato nella psiche di chi, suo malgrado, l’ha vissuto.

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