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19 giugno 2012

Bologna mette i suoi dottori sulla piazza

Nel vero senso della parola: lunedì 18 sono stati proclamati dottori 470 studenti dell’Alma Mater in una pubblica cerimonia tenutasi in Piazza Maggiore.

Sotto il sole ancora inclemente delle 18:30, vestiti di tutto punto con toga e tocco accademici, i nuovi dottori dell’Universià bolognese hanno ricevuto l’attestato dalle mani del rettore Ivano Dionigi e del prorettore alla ricerca Dario Braga. Hanno presenziato alla cerimonia anche il sindaco Virginio Merola, il presidente di Unindustria Alberto Vacchi e Umberto Eco, reduce dell’en plein che ha fatto venerdì sera in un’entusiasta Piazza Santo Stefano durante il festival Repubblica delle Idee.

Pochi giorni fa, Dionigi ha annunciato la proclamazione pubblica dei dottori del XXIII Ciclo (iniziato nel 2008 e terminato nel 2010) e del XXIV Ciclo (2009 – 2011), motivandola con il bisogno dell’Italia, soprattutto quella fatta da imprese e istituzioni, di riscoprire la competenza dei propri giovani, e si è sentita  perciò la necessità di un’iniziativa ad alto valore simbolico: ecco perché un luogo ad alta visibilità come Piazza Maggiore, dove potevano fermarsi e partecipare anche i passanti, anche i turisti, di qualsiasi età.

«Cominciamo a perdere neuroni a 24 anni, voi diventerete professori, forse anche rettori e presidenti del consiglio, ma mai sarete più intelligenti di come lo siete oggi, buttarvi via è un errore gravissimo. Il mio appello al mondo imprenditoriale è che prenda molto sul serio chi ha avuto una preparazione dottorale, è un capitale umano che non va sprecato» ha detto Umberto Eco ai neodottori, che hanno preso posto dopo aver sfilato in corteo da Palazzo Re Enzo. Continua il rettore Dionigi: «Oltre confine i nostri dottori trovano lavoro e si affermano: ma fino a quando potremo permetterci questo autolesionismo, questo e vero e proprio suicidio: quello di consegnarvi chiavi in mano agli altri Paesi? Siete nostri ambasciatori, non fuoriusciti ed esuli, il vostro titolo è un passaporto, non un foglio di via». (fonte)

È il turno del sindaco Merola ora, che risponde a chi trova le toghe e i tocchi un po’ fuori luogo, un po’ troppo statunitensi: «In fondo qui oggi non stiamo tanto imitando scene all’americana, ma stiamo innovando l’antico e insieme modernissimo legame tra università, studenti e città che ha reso famosa Bologna nel mondo. Si parla spesso di eccellenze, di cervelli da trattenere, di competenze da mettere in gioco nel nostro Paese, nel nostro territorio. E in questo caso, le eccellenze e i cervelli da trattenere siete voi». Riprende poi uno dei punti che hanno fatto la fortuna del suo programma alle elezioni, poco più di un anno fa: il riconoscimento del merito. «La vita di noi tutti deve valere molto di più, non solo per come ci rispettiamo e ci aiutiamo, ma nel valore che hanno le nostre capacità, perché i mediocri non passino davanti ai bravi, e perché chi ha dato una vita al lavoro possa andare fiero e non venga umiliato». (fonte)

Dati alla mano, l’Alma Mater propone 53 dottorati, per un totale di 600 posti, in cui investe 13 milioni di euro, ovvero «il doppio del finanziamento destinato ai dipartimenti per la ricerca» sottolinea il prorettore Braga. Risultati importanti, quelli che ottiene ogni anno l’Università di Bologna, ma che non devono rimanere chiusi tra le quattro mura accademiche: bisogna portarli sotto gli occhi di tutti, sulla piazza, appunto, ma senza far perdere a questi riconoscimenti solennità e importanza, anzi per far sì che questi ragazzi comincino il loro nuovo percorso con un tocco di classe.

 

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